Il federalismo della sicurezza

Ai sindaci sono stati da ieri dati dei poteri simili a quelli dei loro colleghi nei Paesi anglosassoni e in molti Paesi europei: possono cioè agire contro la criminalità, far sloggiare mendicanti e accattoni, venditori di griffe contraffatte, usare il pugno di ferro contro chi insudicia muri e mezzi pubblici con i graffiti e far regredire la prostituzione. È certamente una vittoria di chi punta a una rinascita dell’Italia dei Comuni, versione secolo XXI, ma è anche una vittoria del buon senso, benché i soldi siano pochi: appena un centinaio di milioni da spartire fra i Comuni italiani, il che vuol dire briciole.
Ma non sono briciole i nuovi poteri reali, se saranno messi al servizio di una vera volontà politica per cambiare lo stato delle cose. In fondo la differenza fra destra e sinistra oggi sta proprio in questo: per gli ideologizzati ciò che è più grave al mondo sono i reati finanziari dei potenti. Per la gente comune ciò che è più grave è tutto quanto minaccia e impaurisce il semplice e normale cittadino nella sua vita quotidiana. E non c’è dubbio che questo governo sia stato eletto con un mandato popolare per la sicurezza popolare nella vita quotidiana e che i nuovi poteri dei sindaci rispondano a questa esigenza.
A me tutto ciò ricorda la politica di Rudolph Giuliani sindaco di New York. Dieci anni fa come inviato della Stampa vivevo a New York e un giorno un caporedattore ebbe la bella idea di spedirmi di notte ad Harlem per descrivere – immaginava lui – scene di malavita e scontri razziali. La notte di Harlem è viceversa serena e tranquilla da molti anni. Così, dopo aver sbadigliato ad Harlem, seguii un mio amico cameraman in un sobborgo del Bronx dove la prima cosa che vidi fu un tale seduto con aria perplessa sul ciglio del marciapiede e pieno di ferite sanguinanti perché gli avevano sparato da poco un intero caricatore addosso. Ma vidi anche, poco più in là, i pullman della polizia di Giuliani che riconquistava con calma il territorio: la politica «Zero tolerance» non era infatti muscolare, ma pacata e programmata.
Il sindaco di New York bonificava pezzi di strada durante la notte, centimetro dopo centimetro, non soltanto contrastando e arrestando, ma più che altro convincendo e compensando: via i venditori ambulanti, via gli accattoni, via gli spacciatori, via la prostituzione, via le botteghe porno. La via intrapresa è quella: oggi alcuni sindaci italiani già hanno avviato una politica anti-prostituzione infliggendo multe da 500 euro a chi intralcia il traffico trattando con lucciole e travestiti, e sembra che vogliano così rifornirsi di valuta fresca per altre iniziative. Ma, se posso permettermi un consiglio dettato dall’esperienza, non è soltanto la faccia feroce quella che paga, ma piuttosto la costanza inflessibile. Se la costanza inflessibile fosse applicata a Napoli, persino il traffico criminale e incivile di quella disgraziata città, potrebbe essere curato e guarito.
C’è un risvolto economico fondamentale e positivo di una tale politica e mi rifaccio proprio all’esempio di New York: una bonifica radicale delle zone infette e degradate rende ricchi e felici i suoi abitanti. Quel che accadde nella Grande Mela fu infatti una enorme rivalutazione delle aree piene di graffiti, ladruncoli, emigrati illegali, spacciatori, tossicomani, scippatori e barboni. Agli homeless senza casa fu offerto alloggio, cibo, doccia e panni puliti con obbligo di accettare qualsiasi lavoro fosse loro offerto. Tutti gli altri dovettero sloggiare e cambiare mestiere. Le strade furono illuminate, la gente cominciò a uscire e tornò a godere la libertà affrancata dalla paura, dall’apprensione, dall’aggressione. E chi aveva una casa da centomila dollari si trovò milionario.
La bonifica dal sudicio, dal marginale, dall’infetto, degradato e sospetto equivale alla ricchezza ritrovata. Noi non sappiamo se i sindaci sapranno usare i nuovi poteri presto e bene, ma forse quelli del nord sapranno farlo più rapidamente. Sarà una sfida. Sarà una sfida utile e piena di vantaggi per i cittadini, ma anche per chi nelle aree marginali e degradate sopravvive nella povertà dell’illegalità.
L’uso dei militari che pattugliano le strade non potrà che aiutare alla riconquista del territorio perduto e dunque rafforzerà il potere locale e darà ai cittadini elettori la percezione di contare, di vedere realizzato il sogno di un Paese come tutti gli altri, in cui si possa camminare, vivere, uscire, sdoganati dall’ansia e dalla paura. La sinistra in genere fa finta di non capire che questa è una emergenza nazionale ed è per questo che ha perso le elezioni. Sarebbe un eccellente effetto collaterale positivo, se la sinistra si rendesse conto che il ritorno alla realtà è il miglior servizio che si possa rendere alla politica.
Paolo Guzzanti
www.paologuzzanti.it