Federalismo, Ue all'Italia: "Sia coerente coi conti"

Nel rapporto Ue sull’attuazione in Italia della
strategia di Lisbona i tecnici di Bruxelles invitano il governo a varare una riforma federale che sia sostenibile nel medio termine. E avverte: "Servono riforme che aumentino la concorrenza"

Bruxelles - Il progetto di federalismo fiscale in Italia deve essere "coerente" con l’obiettivo di finanze pubbliche sostenibili nel medio termine. A quanto risulta a Radiocor sarà questa una delle indicazioni contenute nel rapporto comunitario sull’attuazione in Italia della strategia di Lisbona. Nel rapporto, che sarà discusso e approvato mercoledì prossimo dalla Commissione europea, sarà indicato come i progressi più "evidenti" nell’economia italiana sono stati compiuti nell’ultimo anno nelle finanze pubbliche in relazione all’aggiustamento di bilancio. L’indicazione generale, che non contiene alcuna novità rispetto alle ultime valutazioni della commissione europea, è di proseguire nel consolidamento delle finanze pubbliche a medio termine attraverso una riduzione della spesa primaria.

Concorrenza e produttività Secondo i tecnici di Bruxelles, nel 2008 l’Italia ha compiuto progressi nell’attuazione della strategia di Lisbona per migliorare la competitività dell’economia ma adesso deve affrontare o attuare rapidamente riforme per aumentare il grado di concorrenza in una serie di settori, incrementare la crescita della produttività e rendere più efficace la spesa pubblica. In tutto saranno quattro le raccomandazioni all’Italia. La prima riguarda il consolidamento del bilancio pubblico inteso come obiettivo a "medio termine": è implicito che questa azione dovrà essere intrapresa una volta lasciata alla spalle la crisi attuale. D’altra parte, si ribadisce che l’aggiustamento di bilancio è stato assicurato e, anzi, si tratta dell’azione di politica economica più evidente rispetto all’azione intrapresa in altri settori. La seconda indicazione riguarda la necessità di migliorare la crescita della produttività che comporta una maggiore "efficienza" del sistema scolastico e formativo. La sfida dell’efficienza deve riguardare anche la pubblica amministrazione. La terza riguarda gli interventi per migliorare il livello di concorrenza. I settori indicati sono i servizi professionali e finanziari, la distribuzione al dettaglio, la distribuzione dei carburanti, i servizi del gas, del trasporto aereo e quelli locali. Infine le misure all’insegna della flexicurity (flessibilità e sicurezza del lavoro) con l’obiettivo generale di adottare un sistema di protezione "uniforme". Dopo dieci anni di calo continuato, il tasso di disoccupazione è aumentato l’anno scorso e aumenterà ancora a causa della recessione. Bruxelles ritiene che siano stati fatti dei progressi per migliorare quello che viene chiamato "ambiente pro business". Per far risalire l’economia dall’attuale debolezza competitiva, la commissione rileva anche l’importanza che la crescita dei salari resti allineata alla crescita della produttività attraverso "un ulteriore decentramento" dei livelli ai quali vengono fissati. Nel rapporto lisbona 2008 che sarà pubblicato mercoledì la commissione europea analizza i progressi compiuti nella ue e in ogni singolo paese nell’attuazione della strategia per migliorare la competitività delle economie.