Federclub e polizia: «Guerriglia evitabile»

Il commento più duro è uscito dalla bocca di Francesco Maria Delavigne, segretario provinciale dell’associazione nazionale funzionari di polizia di Genova: «Ancora una volta un incontro di calcio si è trasformato in guerriglia urbana sporcando di sangue un evento sportivo». Parole pesanti come il bilancio definitivo degli scontri avvenuti l’altra sera tra tifosi croati e sampdoriani a margine della gara di Coppa Uefa tra Samp e Hajduk: un vicequestore ferito alla testa e al volto, che guarirà in 15 giorni, un tifoso croato ferito anche lui al viso e alla testa (20 giorni di prognosi) e un carabiniere contuso alla mano. Nel corso degli incidenti il vicequestore Piero Basola, comandante del reparto mobile di Genova Bolzaneto, ha riportato un trauma cranico e ferito lacero contuse al volto provocate dalla bottiglia lanciata da un tifoso. Anche dalle segreterie del Sap ieri è arrivata una netta presa di posizione sulla vicenda e la richiesta di un incontro coi vertici provinciali dell’ordine pubblico:«I nostri timori manifestati solo la scorsa settimana in tempi non sospetti si sono rivelati fondati e il lungo campionato che ci accingiamo ad affrontare impone alla nostra organizzazione un intervento deciso perché non possiamo accettare che ogni incontro ci abitui a un nuovo bollettino di guerra». E a margine degli scontri di due sere fa c’è da registrare il duro comunicato della Federclubs blucerchiati che stigmatizza «il comportamento altamente incivile di gruppi di facinorosi croati che hanno compiuto gesti vandalici e lordato la città dove sono passati». Non solo: mentre i tifosi della Samp sono costretti a code estenuanti davanti ai cancelli a causa delle nuove norme - si ricorda nella nota - sugli spalti della gabbia riservata agli ospiti si sono potuti vedere bengala e fumogeni assolutamente vietati.