Federer in lacrime, Nadal è troppo forte

La finale degli Australian Open non tradisce le attese: lo spagnolo vince in cionque set, ma lo svizzero gioca al suo livello. E alla fine, frustrato, piange per la sconfitta. Forse la più dura.

Il problema è che questa volta non sono lacrime di gioia ma è un pianto di resa. Roger Federer non ce la faceva neppure parlare alla fine e Rafael Nadal, trionfatore degli Open d'Australia, ha dovuto consolarlo: «Sono felice per me, ma sono triste per lui». Lo spagnolo ha battuto ancora il suo amico-nemico (il conto ora è si 13-6), vince il suo sesto titolo del Grande Slam e soprattutto impedisce a Federer di raggiungere Pete Sampras a quota 14. Un finale forse inatteso, visto che Nadal dopo i 5 set della semifinale contro Verdasco - in 5 ore e 14 minuti di gioco - ne aggiunge altri 5 cinque finale riuscendo alla fine a vincere. La partita, come qualche mese fa a Wimbledon, entrerà negli annali del tennis per intensità, emozioni e bel gioco: alla fine dura quattro ore e 23 minuti e si risolve nel crollo di Roger che si blocca al 2-2 del quinto set. E così piange Federer durante la cerimonia di premiazione, senza riuscire a rispondere alle domande del cerimoniere. Il pubblico lo incita, ma il groppo in gola e le lacrime sono più forti di tutto. Tocca a Nadal, appunto, abbracciarlo e poi prendere il microfono per dirgli «ricordati che sei un grandissimo campione e sono sicuro che lo agguanterai e lo supererai Sampras. È sempre un piacere giocare con te». Il problema per lo svizzero è che questa volta il 7-5, 3-6, 7-6, 3-6, 6-2 racconta di una partita bella, incerta e nella quale, soprattutto, Nadal non sembrava - almeno fino a un certo punto - il più forte. Federer insomma avrebbe potuto vincere e di occasioni ne ha avute molte, ma alla fine ha vinto Rafa. E il dubbio ora è che il fatto che lo spagnolo sia ormai l'indiscusso numero uno sia una certezza. Anche nella testa di Federer.