Federtennis all'attacco: Bolelli è come Moggi

Nuova puntata dello scontro tra il giocatore italiano che ha rifiutato la Davis e i vertici delle racchette. Lui chiede di non essere tesserato, durissima la risposta: &quot;Vuol fare come l’ex dg della Juve: sottrarsi alla giustizia&quot;<br />

Bolelli contro Federtennis, ennesima puntata. La storia è tortuosa, e quindi serve il riassunto di quelle precedenti: il giocatore decide di non rispondere alla convocazione per l’incontro di coppa Davis contro al Lettonia adducendo come motivo una diversa programmazione per racimolare i punti Atp. La realtà è che lo scontro è già in atto tra il suo coach Pistoleri e la federazione, poiché il primo non è stato portato a Pechino con il suo assistito in occasione delle Olimpiadi. Risultato: Bolelli viene giustamente squalificato dalle future gare di Davis, e qui ci si potrebbe fermare. Ma siccome la Federtennis vuole stravincere, ecco la minaccia al circolo che il ragazzo usa come foresteria quand’è in Italia: se lo accoglierete ancora, squalifichiamo tutti i vostri ragazzini. Finisce così che Pistoleri chiede di essere eliminato dall’albo dei tecnici nazionali, ed ora Bolelli fa domanda alla sua società di appartenenza, il Geovillage di Olbia, di non essere tesserato per la Fit nel 2009.

Considerando che parliamo del giocatore italiano con più prospettiva non c’è male. Gli errori sono da tutte due le parti ed ora la Fit spiega che Bolelli è diventato come Moggi: “La mossa, che apparentemente ha soltanto un fine propagandistico anti-federale, sembra in realtà un tentativo di sottrarsi alla giustizia sportiva, sul modello di quanto già fatto, per esempio, da Luciano Moggi nell’ambito della vicenda denominata Calciopoli. Prosegue poi la Fit sul suo sito: “La Procura Federale ha infatti da tempo aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Bolelli, che è anche stato sottoposto a interrogatorio, e sta per deferirlo al Giudice Sportivo per violazione dell’articolo 18 del regolamento di Giustizia, che specificamente si riferisce ai casi di rifiuto della convocazione in Nazionale”.

In sintesi, e tralasciando i passaggi burocratici, mentre Bolelli convoca una conferenza stampa per dire che non giocherà più in Davis fino a quando ci sarà Binaghi come presidente (ma la squalifica della Fit non è proprio questa?), secondo la Federtennis, «il tentativo di sottrarsi alla giustizia sportiva mediante rinuncia al tesseramento è non soltanto inefficace ai sensi di una sentenza del TAR del Lazio ma è anche causa di perpetua impossibilità a tesserarsi». E quindi, cosa facciamo? Preferiamo che Bolelli si tesseri e magari giochi la Davis per un altro Paese? In pratica: l’infrazione c’ stata, la punizione pure. Ma parlando di tennis: non si potrebbe smetterla? Da entrambe le parti, s’intende.