«Fedora» con la Freni: Quella era grande Scala

Fedora, di Giordano. Melodrammone romanzesco, intrico giallo di spie russe a Parigi, tra nobili e militari. Amori, odii, tradimenti, delitti, tardi chiarimenti, vani pentimenti. L'Ottocento del soggettista Scribe nel linguaggio musicale della passione borghese diventata popolare. L'eloquenza dei sentimenti. L'irresistibile intreccio. Il canto, come violenza del sentire, sogno e respiro ed incantesimo. Esecuzione memorabile. Maggio Novantatré. Nella bacchetta di Gianandrea Gavazzeni il segno di un racconto favoloso e incessante, una civiltà appassionata, un amore per l'opera senza confini. Nel canto di Mirella Freni, la bellezza nativa della voce, il professionismo ispirato e accanito, lo stupore di fronte al dramma ed al dolore. In Placido Domingo il mito del tenore che del fascino fa una forza per spingere alla grandezza il canto, la recitazione, la verità segreta del personaggio. Quando Mirella gli muore tra le braccia e Gavazzeni conferisce all'orchestra un colore acceso e lontano, potete vedere e sentire che cosa fosse veramente la Grande Scala.

Gianandrea Gavazzeni Fedora, Scala 1993. 2 dvd