Fegino, difficile arrivarci anche col taxi

Si fa fatica a trovarlo il cimitero di Fegino. E in effetti non è dietro l'angolo. Anzi!. Nascosto dietro le mura dell'imponente chiesa di San Giorgio, questo piccolo camposanto deve difendersi dall'isolamento che «condanna» i parenti dei defunti. Isolamento è sicuramente la parola giusta, visto che per raggiungerlo bisogna fare dei grandi salti. E siccome c'è anche qualcuno, che oltre a non saltare, può anche non camminare, o camminare male, allora tutto diventa complicato. Perché questo luogo sacro - strutturato in terrazze, con tre campi comuni, 524 colombari (loculi), 250 ossari, 19 tombe di famiglia (anche di vecchia costruzione) -, presenta davvero delle difficoltà a essere visitato. «Sono sempre molto preoccupata ogni volta che vengo al cimitero - spiega la signora Anna Maria -. Innanzitutto non ho la possibilità di decidere liberamente quando venire, perché il cimitero resta aperto soltanto tre volte la settimana; ma questo forse è il male minore. Il dramma invece sta nel fatto che arrivando in piazza, devo fare subito i conti con la sbarra chiusa. Se poi decido insieme a mia figlia di fare la vecchia mulattiera in macchina, è un'odissea. La strada è talmente piccola, che si rischia di tornare indietro a retromarcia, ogni volta che si incrocia una macchina che scende. E sapeste quante volte è successo». Insomma il problema più grande del cimitero sta nel fatto che con la macchina è difficoltoso arrivare davanti al cancello. La sbarra accanto alla chiesa potrebbe risolvere il problema, ma è sempre chiusa. «Le chiavi della sbarra le custodisce soltanto il parroco e la possibilità di fare la strada alternativa, diventa un rischio». «Perché si tratta di una vecchia mulattiera stretta e in pendenza - dichiara Lorenzo Patti, abituale visitatore del camposanto -. Ho fatto già presente il caso agli uffici centrali dei servizi cimiteriali. Mi hanno risposto che avrebbero provveduto, ma siamo sempre allo stesso punto».
Ci sarebbe da vergognarsi tuona Maria Catena: «Promettono e non mantengono. Ma qui la situazione è davvero paradossale. E a mio avviso molto grave. È faticoso arrivare fin qui a piedi. Non ci dimentichiamo che non ci sono neanche gli autobus per arrivare in piazza. Questo significa prendere l'auto o addirittura un taxi e scendere davanti alla chiesa. Per poi farsela a piedi fino al cimitero. Perché qualcuno ha pensato bene che i mezzi pubblici debbano arrivare fino a piazza Pallavicini, e non oltre. Forse sarebbe il caso che quel qualcuno prendesse ora dei seri provvedimenti».
Nuovi provvedimenti sono invece da escludersi per i piccoli cimiteri di Cremeno e di Murta. Tecnicamente sono identificati come campi santi radiati, chiusi ossia definitivamente alle procedure di inumazioni e di esumazione. Restano aperti soltanto la domenica dalle 8 alle 13, ma anche gli stessi parenti dei defunti hanno smesso di fare loro visita.