Felice amarcord in sella alla Vespa

Un divertente viaggio negli ultimi quarant’anni di vita italiana raccontato attraverso gli occhi dell’amore con sottofondo musicale d’epoca. Scritto e diretto da Roberto Cavosi, Sabato notte... scanzonato italiano, in scena al teatro della Cometa, è un colorato «come eravamo» che intreccia comico, grottesco e malinconico in una rappresentazione di un microcosmo che diventa specchio del nostro essere. Storie d’innamorati, di coppie ingenue e sognatrici e di adulteri... senza occhiali sui sedili posteriori di una vecchia 500, sullo sfondo di una tragicomica evoluzione di usi e costumi («Sono le scelte che creano la morale») nella quale ci si riconosce senza sforzo. La mitica Vespa e le insalatiere Moplen, la 1100 e Gagarin, Mina e la Carrà, le gemelle Kessler e Brigitte Bardot, i poderi che diventano acciaierie e il bradisismo a Pozzuoli, il divorzio e l’allunaggio (che emozione riascoltare per un attimo la telecronaca di Tito Stagno), il femminismo, la disoccupazione e il terrorismo. Dal boom economico al sesso virtuale, in un buffo «ritorno al futuro» nel quale persino un tenero bacio diventa trasgressivo, ecco così una strepitosa Chiara Noschese mimetizzarsi in cinque tipologie femminili che la consacrano a Fregoli in gonnella. È una ragazza siciliana che tenta con le sue candide malizie un coetaneo che sogna un viaggio oltre lo Stretto a bordo della sua scassata motoretta; è, nel pezzo migliore dello spettacolo, l’irresistibile moglie di un operaio di Eboli incatenato ai binari della ferrovie per protesta e al quale offre caponata e coperte sotto le stelle in cambio dell’ottavo figlio da concepire proprio quella sera; è la consorte di un politico che si prepara ad una festa di partito; è una focosa marchigiana disposta a tutto per vincere un reality televisivo ed è, infine, una moderna navigatrice di Internet che chatta in linea con un certo Charles Bronson al quale non ha il coraggio di presentarsi di persona. Versatile, talentuosa e poco sfruttata dal distratto spettacolo italiano, la Noschese (in scena con lei Fabio Bussotti, Cristina Cellini, Paolo Macedonio e l’ottimo Roberto Stocchi che duetta a meraviglia con la protagonista) è l’anima di un divertito e tenero amarcord che riflette, nelle belle scene di Tiziana Fario, vizi e virtù di un popolo che in fondo non ha mai smesso di credere nei sentimenti. Fino a domenica.