«Felice di dipendere da Eto’o se questo vuol dire triplete»

nostro inviato a Appiano

Chissà se quel proverbio spagnolo servirà anche per l’Inter? Ieri Rafa Benitez lo ha raccontato ai giornalisti inglesi, che gli chiedevano pareri sul Liverpool. E lui, ogni volta, ribatteva così. «In Spagna diciamo: il liquido bianco dentro una bottiglia deve essere latte». Altrimenti, sottinteso, il liquido è contraffatto e non vale. Ci sarà latte nella bottiglietta nerazzurra? Stasera chi assaggerà, capirà: il Tottenham, ma pure l’Inter e gli interisti.
Questa è Champions vera. Non che la partita con il Werder fosse più acqua che latte, ma gli inglesi sono squadra ad origine controllata: l’anno passato hanno sgambettato proprio il Liverpool di Benitez nella lotta al posto Champions, in campionato se la passano bene, alle spalle di Chelsea e Manchester City, hanno attaccanti di valore (ma Van der Vaart è squalificato, Defoe fermo tre mesi: bel colpo), un assetto difensivo dignitoso. «E un contropiede da grattacapi», ha aggiunto Javier Zanetti, capitano pronto a spolverare altri numeri da record (finora 134 partite) in Europa.
Dunque serata ideale per tener scorta di tranquillanti. Serata da brividi per la temperatura che comincia ad essere umida, ma anche per i 3000 tifosi inglesi previsti a Milano. Le ultime storie nostre consigliano prudenza, tanto che la dirigenza inglese ha suggerito ai suoi tifosi di evitare l’eccesso negli sventolii di bandiere: quella del Tottenham è composta da simboli che potrebbero dare alla testa a qualche esagitato. In settimana si è giocata una partita degli equivoci tra dirigenze e questure. Si sa, quando ci sono di mezzo gli inglesi non c’è mai tranquillità. Neppure sul campo. L’Inter riavrà Cambiasso (altra guarigione miracolo: non saranno fuorvianti i bollettini medici?), Pandev e Thiago Motta. Oggi Benitez deciderà se impiegarli subito tutti e tre.
Che Inter sarà? Quella di sempre fa intendere Benitez. Ovvero: «Con una difesa ermetica: se non subisci gol sarai sempre al top delle classifiche». Eppoi Eto’o dipendente. Sta diventando un gioco, ma pure una scaramanzia. «Sono contentissimo se saremo Eto’o dipendenti. L’anno passato l’Inter è stata Milito dipendente ed ha fatto triplete. Se ci ripetiamo tanto meglio». Insomma il problema non è della squadra o dell’allenatore, ma solo dei giornalisti. Ma è anche vero che l’Inter non ha mai vinto, e nemmeno segnato, nelle partite in cui il magico piedino camerunese non ha segnato. Se poi aggiungiamo che proprio ieri Messi ha restituito le gentilezze a Moratti. «Grazie di tutto presidente, ma io resterò al Barcellona a vita». Ecco la ragione per tenersi buono Eto’o, fin da stasera. E magari virare su Rooney: a Moratti piace e il Manchester lo molla.