La felice stagione dei fratelli Mann nel nostro Paese

Dal 12 al 15 ottobre si svolgerà il convegno «Heinrich Mann, Thomas Mann e il romanzo moderno» a cura di Paolo Chiarini e organizzato dall'Istituto Italiano di studi germanici con la collaborazione della Casa di Goethe che contemporaneamente inaugura negli spazi di via del Corso una rassegna su «I Buddenbrook»; «Heinrich e Thomas Mann in Italia» a cura di Ursula Bongaerts (fino al 29 gennaio 2006).
È questa, una mostra che intende illustrare il rapporto complesso tra i Mann e l’incontro con l'arte, la musica e la letteratura del nostro paese, seguendo le tracce che queste esperienze hanno lasciato in alcune delle loro opere più importanti. Fu infatti a Roma che Thomas iniziò la stesura della saga familiare che lo renderà celebre già nel 1901 ottenendo poi a 54 anni, nel 1929, il Nobel per la letteratura.
Le giornate di studio, che prendono occasione dal cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, sono affidate ad alcuni fra i più importanti studiosi italiani e tedeschi e avranno sede presso Villa Sciarra-Wurst sul Gianicolo per concludersi sabato a Palazzo Colonna-Barberini di Palestrina. Luogo emblematico per i lunghi soggiorni dei due fratelli (1895-1898), che ispirò il disegno narrativo del romanzo di Heinrich «La piccola città» (1909), e che fa da scenario alle pagine del patto diabolico del «Doktor Faustus» (1947) di Thomas. I due fratelli di Lubecca furono ospitati, per due lunghe stagioni estive, nella pensione per stranieri di Anna Pastina Bernardini, dove curiosamente Thomas registrò il proprio nome accompagnato dalla frase «poeta di Monaco». Gli anni di Palestrina sono un periodo molto produttivo per i Mann che addirittura pianificano di scrivere insieme un libro di fiabe. Heinrich assume la direzione della rivista Das Zwanzigste Jahrhundert (Il ventesimo secolo), di tendenze nazionalistico-monarchico-conservatrici, per la quale scrive 33 articoli e lavora ad alcuni racconti come Storie di Rocche de’ Fichi, punto di avvio della sua carriera letteraria, mentre suo fratello inizia I Buddenbrook prima del rientro a Monaco nel 1898. Per Heinrich il grand tour italiano invece continuò. Visse un periodo molto fervido che lo porterà a un immediato successo con il romanzo Im Schlaraffenland pubblicato poi a 29 anni nel 1900. Seguono la trilogia delle Dee, la Jagd nach Liebe e alcune novelle, tra cui Professor Unrat, da cui trent’anni più tardi verrà tratto il film L’angelo azzurro che lancerà Marlene Dietrich. Inizia a raccogliere materiale per Der Untertan e nel 1909, quasi a voler sigillare un quindicennio trascorso principalmente nel nostro paese, pubblicherà Die kleine Stadt, un romanzo che «l’italiano» Heinrich Mann considerò sempre tra i suoi più cari.
Info: 06-588811 e 06-32650449