Felici naufragi e malinconie d’amor perduto

Successo di pubblico e critica per l’allestimento della «Dodicesima notte»

Fabrizio de Feo

La leggerezza e la gioiosità della favola, del racconto fantastico da «mille e una notte». Uno spettacolo giocato sul senso dell’equivoco, dell’ambiguità e del gioco scenico, sull’ «io non sono quel che sono», frase simbolo che ricorre nello spettacolo quasi come uno slogan. E poi, ancora, il palco del Silvano Toti Globe Theatre, il teatro elisabettiano al centro di Villa Borghese, l’affascinante «cerchio di legno» dalla struttura semplice ed essenziale che restituisce, sia pure in suolo straniero, al teatro shakespeariano la sua casa legittima. Sono questi alcuni degli ingredienti de «La dodicesima notte», in scena al Globe Theatre dallo scorso martedì fino all’11 agosto. Dopo l’inaugurazione della stagione estiva con «Romeo e Giulietta», regia di Gigi Proietti, ecco un’altra commedia shakespeariana, con la regia questa volta di Riccardo Cavallo e un’ottima compagnia in cui spiccano le interpretazioni di Federica Bern, Martino Duane, Gerolamo Alchieri e Claudia Balboni. Uno spettacolo che fa della leggerezza la sua bandiera, un’impronta impressa fin dal titolo dove l’aggiunta «o quel che volete» invita a non considerare definitivo, reale, nemmeno il titolo stesso. La vicenda è collocata in Illiria, terra antica corrispondente all’attuale fascia costiera orientale del Mare Adriatico. Un gioco di intrecci ed equivoci, in equilibrio tra gioco, farsa e malinconia d’amore. Due gemelli, Viola e Sebastiano, fanno naufragio in Illiria. Viola, che crede il fratello morto, si traveste da uomo, entra come paggio alla corte del Duca Orsino e se ne innamora. Ma Orsino ama la Contessa Olivia e costringe Viola a fare da messaggero del proprio amore. La Contessa, credendo Viola un uomo, a sua volta se ne innamora. L’arrivo di Sebastiano chiarirà ogni equivoco.
Il Globe Theatre proseguirà anche in piena estate la sua attività: dal 25 agosto all’11 settembre sarà la volta di «Gossip (A scuola di maldicenza)» di Richard Brinsley Sheridan per la regia di Toni Bertorelli, dove il protagonista è proprio il parlare a sproposito o il parlarsi addosso. Infine, dal 23 al 25 settembre, «Pene d’amor perdute» di William Shakespeare con la regia di Giles Smith. Un’opera divertente, una sfarzosa commedia romantica che affronta il tema dello scontro tra castità e seduzione.