La felicità non è una «spiaggia libera»

Che cosa ne sarà di uno studioso di filosofia depresso e volontariamente autoesiliatosi in scuole d’accatto se verrà chiamato a lavorare in un’università svizzera? Che non è neppure campus, piuttosto un luogo dove si ambisce alla rigenerazione spirituale e si fanno azzardati esperimenti sulla psiche. Posto splendido, ambiguo, attraversato da guru e simil cialtroni. Solo alla fine riuscirà a capire se è finito in un paradiso o in un inferno. Se si sarà salvato, o perso per sempre. Se gli sarà concesso di fuggire, ancora. Forse, questo strano, anomalo racconto di Igino Domanin, Spiaggia libera Marcello (Rizzoli, pagg. 189, euro 17) mostra come l’itinerario verso la salvezza e quello verso la perdizione sono tremendamente simili. E almeno per questo motivo va letto.