La felicità spezzata di una star del cinema John Travolta è solo un padre distrutto

Il figlio Jett (<em>a destra nella foto</em>), 16 anni, è morto per una crisi epilettica. L’attore aveva sempre protetto il ragazzo dall’invadenza dei media. A due anni la diagnosi tremenda dei medici: il piccolo soffre di autismo

di Alba Maiolini

Quando Tony Manero ci rubò il cuore, Travolta aveva 23 anni. Nella sua esuberanza tormentata ci siamo riconosciuti tutti. Tutti noi che alla fine degli Anni settanta stavamo diventando grandi. John e Tony erano la stessa persona. Persino i cognomi, Travolta e Manero, richiamavano alle origini italiane, quelle di papà Salvatore. Più italiani di così. Non so se anche per questo, ci siamo affezionati tanto a quel ragazzo. Tanto da alimentare il delirio collettivo: tutti in giacca e pantaloni di lino bianco quell’estate del 1977. Tutti a ballare «How deep is your love», la colonna sonora dei migliori anni della nostra vita. Col dito alzato al soffitto della discoteca, per una volta la casa di tutti, anche di quelli che l'avevano sempre odiata. La Febbre del sabato sera non era un modo di dire.
John ha rischiato di morirci artisticamente, dentro quel vestito bianco. Incastrato per sempre nei panni di un mito. Ma insieme al talento di mamma Helen insegnante di teatro, nei geni del ragazzo Travolta, c’era pure il senso pratico del padre, venditore di pneumatici. Il tempo di bissare il successo mondiale con Grease, due anni dopo, ed era già sparito in mezzo al mucchio. Uno dei tanti.
E mentre Tony scompariva, John finalmente poteva riavere la sua vita. La passione per gli aerei, rispolverata e coltivata. Una moglie attrice, ma di quelle low profile, così rare, Kelly Preston. La fede, in Scientology, trovata per superare la morte della madre. Nel 1991 il matrimonio. La famiglia.
Adesso lo sappiamo cosa c’era dietro il sorriso esagerato di Tony Manero. Adesso che quel sorriso è spento dal dolore. Un segreto conservato gelosamente come si difendono le cose cui tieni. Nel 1992 era nato suo figlio. L’aveva chiamato Jett. Un solo nome per i suoi amori più grandi.
Due anni di felicità normale e assoluta. Da uomo, non da attore. E chissenefrega se il cinema va avanti anche senza di te. Due anni a fare il pilota, il marito, il padre. Aspettando magari l'occasione giusta per tornare sul set. Due anni prima di scoprire la malattia di Jett, quella sindrome misteriosa che mina arterie e cuore. John e Kelly si chiudono intorno al bambino. Dentro il cerchio solo un padre, una madre e un figlio. Fuori il mondo. L'attenzione che non ti lascia respirare, l'invadenza dei flash e delle telecamere, il gossip morboso che ti crea e ti annienta. Solo chi sa bene come funziona, riesce a trovare l'antidoto.
E John-Tony, lo sa bene come funziona. Dentro quel tritacarne suo figlio non ci deve entrare. Sono bravi i Travolta a isolarsi. Ancora più bravi, perché nel '94, proprio insieme alla malattia di Jett, la vita li sorprende con una gioia. È l'anno di Pulp Fiction. I riflettori si riaccendono. Ciak, si rigira. Sullo schermo Vincent Vega ammazza col sorriso sulle labbra, a casa John vorrebbe trucidare solo un nemico, quello oscuro che tiene prigioniero suo figlio. Jett è autistico.
Quasi vent’anni dopo Tony, Travolta torna in pista, a ballare. E mentre gli schizzi di sangue volano in giro, tutti ci chiediamo come abbiamo fatto per tanti anni senza di lui. Il mito è tornato, più vecchio, un po' più grasso, ma ci guarda dritti in faccia con gli stessi occhi trasparenti. L'ingranaggio si rimette in moto, solo che Travolta non è tipo da farsi travolgere. Se hai un tesoro da proteggere, puoi farlo, anche ad Hollywood. Se hai un dolore solo tuo, puoi soffrire in silenzio. John e Kelly ci hanno mostrato che si può. Si può difendere un figlio malato. Si può scappare lontani dalle chiacchiere, magari su un jumbo guidato da papà. John il pilota, appena può vola via con la famiglia, con la moglie. Sempre la stessa. Anche ad Hollywood si può.
Nel 2000 nasce la seconda figlia, Ella Blau. Al sicuro dentro al cerchio, ora ci sta anche lei. Bellissima e sana, con gli occhi azzurri del padre. Una famiglia come le altre, molto più fortunata di tante altre. Jett può essere seguito dai migliori specialisti, curato. Cresce, coccolato e amato, insieme ai suoi problemi.
Quand+o possono scappano al mare, tutti insieme. Nella mega villa alle Bahamas. Come avevano fatto martedì. Senza sapere che per Jett sarebbe stato l'ultimo capodanno.
La crisi arriva improvvisa e ferma per sempre il cuore del ragazzino. Sedici anni, la stessa età che avevamo noi quando ballavamo con Tony Manero, quando cantavamo con i Bee Gees... How deep is your love... Quanto è profondo l'amore di un padre.