Felipe e Kimi come Alesi e Berger? Spero di no

Non credo alla magia nera o ai riti propiziatori, ma vedendo quello che sta succedendo in alcuni gran premi di questa stagione, comincio a pensare di dovermi ricredere. Alle volte parlo di fortuna come componente determinante, insieme con tecnologia, capacità ed esperienza di un campione completo. Però questa volta ad Hockenheim McLaren ed Hamilton hanno quasi superato il segno: hanno sbagliato a non fare pit stop durante l'unica safety car della gara ed Hamilton si è ritrovato ad inseguire, dopo essere stato una lepre imprendibile in prova ed al via. Non solo. Si è ritrovato con una Ferrari, quella di Massa, in difficoltà e gli altri avversari più o meno vulnerabili. Risultato? Ha vinto in ogni caso il gran premio da dominatore, anzi da show man, visti i sorpassi finali.
La safety car lo aveva danneggiato rispetto ad altre gare di questo 2008, ma alla fine è sembrata quasi una comparsa coordinata della sua esibizione vincente. E sottolineo che quando il suo muretto non lo ha fatto rientrare, praticamente unico su tutti, non si poteva certo immaginare che Massa avrebbe avuto problemi di freni, che la Renault in seconda posizione sarebbe stata quella di Piquet e non quella più ovvia e grintosa di Alonso, che Raikkonen avrebbe mantenuto in gara il ritmo medio dimostrato in prova.
Per carità, Hamilton si sta dimostrando un super-campione, vincendo qui dopo la strepitosa e perfetta gara di Silverstone. Sta acquisendo una fiducia in se stesso che si trasforma in prestazioni esaltanti nella caccia alla pole e nei primi giri di gara, da cui poi lui stesso ed il suo box possono gestire tattiche e strategie con una certa flessibilità e tranquillità, persino sbagliando. Non so di che cosa si tratti, ma sembra in questo momento, in questa fase del campionato, che i due piloti Ferrari, non assolutamente la squadra, pensateci bene, siano diventati la fotocopia del duo Berger/Alesi degli anni '90. Speriamo bene, perché siamo già alla decima gara del Campionato.