Da Fellini al piccione disturbatore

da Roma

Il congresso della Margherita si svolge nello studio 5 di Cinecittà e gli organizzatori hanno scelto una «colonna sonora» decisamente adatta alla location: in attesa degli interventi i delegati hanno potuto ascoltare una selezione musicale che va da Ennio Morricone («C'era una volta in America») a Nicola Piovani («La vita e bella»). E sui megaschermi sono state trasmesse immagini che erano altrettanti omaggi, anche quelli doverosi visto il luogo, a Federico Fellini. Nel frattempo i delegati buttano un occhio ai banchetti con i gadget: spillette da un euro, magliette da cinque euro e «pennette» per il computer con la scritta «Sono nato democratico» che ne costano 30.
Fra gli slogan nella scenografia spiccano una frase di don Luigi Sturzo («Ho sentito la vita come un dovere e il dovere dice speranza»), una di Paolo Borsellino («A fine mese, quando vado a ritirare lo stipendio, mi chiedo se me lo sono guadagnato») e una di Pablo Picasso («Ci si mette molto tempo per diventare giovani»).
A congresso iniziato, con gli ospiti al loro porto, un piccione si infila nel teatro e sfiora Rutelli che parla dal palco. E in in sala spunta l'uomo-panino. È un delegato che «indossa» due cartelli, uno con la scritta «Sono partito democratico e non torno indietro», che è il slogan ufficiale, e l’altro sul quale se ne legge un altro, che forse non piacerà molto ai diessini: «Popolari, le sane radici non si tagliano».