Fellini vignettista, l’arte segreta del grande maestro

«Alle volte penso che esista una sola arte, il disegno, da cui discendono tutte le altre…». Un filo rosso lega il cinema alla caricatura, entrambe forme artistiche basate sulla narrazione per immagini. È su questa teoria di Enrico Ghezzi che si basa la mostra, da lui curata insieme a Domenico Montalto, «Fellini e la sua musa. Disegni inediti della collezione Liliana Betti», che approda oggi a Milano (Teatro Filodrammatici, inaugurazione ore 18.30, fino al 14 dicembre) dopo il successo dell'edizione bresciana. La rassegna celebra il talento grafico, e poco noto, del geniale e visionario regista Federico Fellini (1920-93), universalmente considerato uno dei maggiori protagonisti della cinematografia mondiale. In mostra un centinaio di schizzi e bozzetti autografi dal tratto unico e inconfondibile, caricature in bianco e nero e a colori, semplici ma graffianti, pervase di humor grottesco e correlate da divertenti didascalie che - come nel cinema - uniscono la parola alle immagini. Realizzati probabilmente tra un ciak e l'altro, questi disegni sono per la maggior parte dedicati a Liliana Betti (1937-1998), scrittrice adrense e figura tra le più importanti del cinema italiano del '900, legata al cineasta riminese da un lungo sodalizio professionale e umano: la Betti ha infatti affiancato il maestro in quasi tutti i suoi capolavori, prima come segretaria di produzione e poi come assistente alla regia, fino a diventare la sua «musa». «Federico ritrasse Liliana molte volte - spiega il curatore Montalto - nelle scene e nelle fogge più divertenti. Dopo un ventennio le loro strade si sono separate, ma di quell'amicizia restano straordinari documenti». Emblematico il bozzetto che ritrae il regista alla cinepresa con in testa Liliana, segno che era lei a ispirare e catalizzare le sue idee. Per questo la mostra è anche un omaggio alla scrittrice, donna straordinaria che il maestro del cinema non esitò a definire «la boss» per la sua spiccata personalità e per la brillante intelligenza. Penna sagace, osservatrice della realtà e conoscitrice del mondo dello spettacolo, Liliana è fondamentale per comprendere meglio il lato umano di Federico, che bene emerge dal film, da lei scritto, «Diario segreto di Amarcord», che verrà proiettato oggi durante la vernice. La pellicola mostra il backstage di uno dei capolavori del genio felliniano, svelando aneddoti divertenti ed episodi non montati (come il provino a Sandra Milo) e presentando un inedito Fellini che scherza sul set o disegna le caricature dei personaggi cui poi gli attori daranno volto. La produzione grafica del regista de «La Dolce Vita» e di «8 1/2» - che ha iniziato la sua carriera proprio come vignettista - è stata recentemente rivalutata sia per l'indiscusso valore estetico sia perché inscindibilmente legata alla sua arte cinematografica, che si è avvalsa anche di collaborazioni con fumettisti del calibro di Andrea Pazienza e Milo Manara. Fellini non ha mai smesso di disegnare: «Ho sempre scarabocchiato su qualsiasi pezzo di carta mi capitava davanti. È una sorta di riflesso condizionato, di gesto automatico, una mania che mi porto dietro da semprediceva -. Perché disegno i personaggi dei miei film? È un modo per cominciare a guardare il film in faccia…».