Feltre è la capitale della bici tra «24 ore» e gf Campagnolo

Le date: domenica prossima, 12 giugno, e quella successiva, 19 giugno. Gli eventi: la «24» di Feltre e la granfondo Campagnolo, uno dei nomi più prestigiosi del panorama ciclistico amatoriale. Il palcoscenico: Feltre, il Feltrino e le sue incomparabili vallate e montagne. Protagonisti: migliaia e migliaia di appassionati, ma soprattutto uno, Ivan Piol, presidente del comitato organizzatore, sportivo praticante, anima cuore e mente di tutto il progetto. Mission: divertirsi e divertire.
Per dieci giorni Feltre diventa la capitale di quel ciclismo fatto per quella passionaccia che spinge le persone a faticare il triplo (casa, lavoro, sport) per godersi qualche ora in bicicletta. Sfidando se stessi, gli amici e i compagni, i più forti e i meno forti, i prof, le montagne, le discese, il caldo, il freddo.... È la passione, bellezza, si potrebbe dire.
Gf Campagnolo È la prima delle maiuscole prove estive, una serie di gare granfondistiche che veramente appuntano sulla maglietta il distintivo virtuale di «grandi» per chi le conclude. Anzitutto, per la distanza: qui si cominciano a superare i 200 km, che anche per i prof rappresentano un muro mica da ridere. A Feltre, il lungo è di 208 km. Poi, per le salite: ce ne sono a go-go, per tutti i gusti e per tutti i muscoli. A Feltre siamo giunti all’undicesima edizione, preceduta come sempre sabato 18 dalla Mini Gf Sportful con i campioni (Ballerini e Bartoli su tutti) che pedaleranno mischiati ai piccolissimi. Un esempio da ammirare e seguire. I percorsi sono tre, lungo (208km) medio (122) e corto (98). Le cime da «digerire», nel lungo, sono quattro con un dislivello totale di 4.447 metri: Cima Campo (mt 1410), Manghen (2047), Rolle (1970), e Passo di Croce d’Aune (1015). Perle da scoprire in bici insieme con quelle regalate da Feltre , questa volta passeggiando, con le sue bellezze, la sua arte, la sua gastronomia.
La «24 ore» Il nome dice tutto: si correrà nelle vie di Feltre (sotto, il tracciato) per una giornata intera dandosi il cambio, notte e giorno. Sembrava una follia, quella di Piol, quando fu lanciata, invece è stato un sogno che si è realizzato, e oggi sono 94 le formazioni iscritte a una gara che più atipica non si può. Squadre composte da semplici appassionati, da grandi campioni, da vip, da persone comuni, da «matti», in senso positivo si intende, che hanno apprezzato il fatto che una città e la sua gente li accolgano con quell’ entusiamo riservato di solito ai grandi eroi dello sport. La «24 ore», certamente più della Campagnolo, è un festa, comunque.
Festa per tutti, divertimento assicurato, con contorni di abbuffate e bevute, pedalate a tutto tondo e, quando non va, anche a tutto quadrato...