"Feltri, resisti al bavaglio di sinistra"

Fiume di lettere e mail dei lettori che protestano
contro l’Ordine per la sospensione per tre mesi di Feltri. "Il tuo silenzio è più rimbombante di una salva
di cannoni. Senza la tua voce saremo tutti meno liberi»

Caro Feltri, so che l’ingiustizia che ha subito, ultima tra le tante, da parte dell’anacronistico, fazioso e ipocrita Ordine dei giornalisti può averla amareggiata anche se, come lei ha ben detto, non c’era molto altro da aspettarsi. Ma spero si possa consolare con i tanti attestati di stima e di ringraziamento. Lei è esempio, sempre più raro, di giornalista davvero libero nel pensiero e nelle azioni, pur manifestando da sempre in modo chiaro e trasparente le sue simpatie politiche.
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Caro Vittorio, siamo con te, contro l’Ordine dei veri imbavagliatori, contro le vere macchine del fango, contro il vero regime, contro il pensiero unico, conformista ed ipocrita, dei sepolcri imbiancati. Sempre avanti con forza.
Salvatore Ciurleo
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Buongiorno Direttore, da giornalista pubblicista voglio esprimerle tutta la solidarietà per una decisione vergognosa figlia di un Ordine politicizzato che a parole difende la libertà di stampa, ma nei fatti zittisce chi la pensa diversamente da loro. Mi chiedo perché i parrucconi dell’Ordine facciano scrivere ancora i Saviano, Travaglio, Scalfari, Barbacetto e chi più ne ha ne metta. L’unico fine è zittire il Giornale, ma per lei questa è una medaglia da esporre a tutti coloro che si stracciano le vesti per la libertà di stampa.
Vincenzo Basso
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La mia solidarietà a Vittorio Feltri, la esprimo paradossalmente controcorrente, ringraziando il Politburo dell’Ordine dei giornalisti per aver mostrato la loro autentica faccia, con un pratico, significativo esempio di democrazia sinistroide. Questo ipocrita, incauto scivolone, mette clamorosamente alla luce uno spaccato di cosa gli italiani devono aspettarsi da un’accozzaglia di nefasti politicanti, qualora riuscissero ad andare al governo.
Gabriella Gatti
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Se Vittorio Feltri fosse stato americano e avesse esercitato la professione di giornalista negli Usa, forse sarebbe stato uno dei concorrenti al Pulitzer per come ha sempre organizzato e condotto le sue campagne d’informazione: alla ricerca dei fatti contro l’ipocrisia (da qualunque parte venga). Noi siamo convinti che, alla fine, il modello vincente sarà quello che Vittorio Feltri ha fortemente contribuito a costruire e per questo vogliamo anche ringraziarlo: per aver dato un grande contributo alla crescita realmente democratica del nostro Paese.
Emma Stasio e Fabrizio Clemente
Roma

Le scrivo sdegnato per dare il mio sostegno e ad un giornalista bravo, corretto e leale: non pensavo si arrivasse a zittire una firma come lei. Spero che torni a farsi sentire anche in altri modi. Buon lavoro
Luciano Arcaleni
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C’è voluto un Giornalista, con la G maiuscola, a stanare l’ipocrita Fini (l’ho votato per 35 anni) e ora, anche per questo, l’Ordine dei giornalisti (con la g minuscola) le fa pagare la colpa di essere stato leale ed onesto con i suoi lettori. Continui a scrivere come sa fare e colpisca, stani, rincorra e li metta alla berlina, così come meritano, i Fini nascosti, gli opportunisti della politica, i mentitori che del voto del popolo non tengono conto. Sono con lei finché dalla sua penna usciranno sempre verità provate e comprovate, come fino ad oggi è avvenuto.
Paolo Tarpani
Frosinone

Caro dottor Feltri, voglia accettare la mia massima solidarietà per l’atto antidemocratico (impedendole di scrivere) che una certa sinistra ha voluto. Purtroppo siamo in Italia, un’Italia ancora legata a una certa sinistra partigiana e violenta. Spero che alla fine ritorni a regnare la logica e il buonsenso e che possa presto riprendere a scrivere sul suo Giornale.
Leonardo Casavola
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Avevo sempre ritenuto, sbagliando, che il fascismo fosse finito con l’avvento della Repubblica ed il comunismo con la caduta del Muro! Non conoscevo l’Ordine dei giornalisti, al quale probabilmente queste «informazioni» risultano «non pervenute». Comunque, caro Feltri, resista, resista, resista!
Roberto Federici
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Anche se tutti sappiamo che scrive solo con la sua Olivetti, perché non proseguire con un bel blog? Oggi tra l’altro chi non ha un blog personale? Ci tenga aggiornati.
Adriano Gazzola
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Caro Direttore, se la libertà di stampa sta morendo in Italia è anche per colpa di chi, potendo, non ha abolito l’Ordine dei giornalisti e pubblicisti di fascista memoria quando poteva farlo. Il governo poteva farlo ma, pur avendolo promesso, non lo ha fatto. Lei è la punta di diamante su cui si abbatte la censura, ma anche io nel mio piccolo mi sento punito dal fatto di non poter vedere un foglio di carta che riporta i miei pensieri per il semplice fatto di non essere iscritto a quella corporazione comunista.
Giovanni Vitelli
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Mi permetto suggerirle di istituire una rubrica del tipo «Oggi un cittadino italiano ci scrive...» della durata di 90 giorni, comunque corrispondente al periodo di sospensione vergognosamente deciso dall’Ordine dei giornalisti. Da parte mia assicuro che da oggi e per i prossimi 90 giorni acquisterò due copie del Giornale; l’una da leggermi come di consueto e l’altra da «dimenticare» ogni mattina in qualche locale pubblico.
Romano Febbroni
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Sono d’accordo con l’idea di sottoscrivere una petizione per chiedere l’abolizione dell’Ordine dei giornalisti, vecchio retaggio della cultura fascista che non ha più alcun senso o ragione di esistere. Nel frattempo, non sarebbe il caso di intervistare il Direttore, con cadenza quotidiana, sui fatti più disparati della politica?
Angelo Cennamo
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Caro Direttore, tenga presente che il suo silenzio è più rimbombante di una salva di cannoni. «Loro» lo sentono e sanno che in tanti siamo con lei. Anche se superfluo dirlo, tenga duro e non molli mai.
Umberto Zuccaro
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Caro Direttore, desidero esprimerle tutta la mia solidarietà per il vile atto compiuto dall’Ordine dei giornalisti che segue di poco la perquisizione del Giornale. Si può condividere o meno la sua posizione e quella del Giornale, ma la libertà di stampa dovrebbe essere sacra e inviolabile. Le continue intimidazioni e censure di cui lei e il suo quotidiano ultimamente siete stati oggetto ricordano il periodo fascista. Sono certo che lei non si lascerà intimidire e anzi saprà rispondere a questi attacchi con rinnovata energia per continuare a fare quello che ha sempre fatto con passione e onestà intellettuale: un fiero giornalista libero e senza padroni.
Antonio Silletti
Milano

Caro Direttore Feltri, voglio con queste poche righe inviarle la mia sincera solidarietà e affetto nei suoi riguardi, in merito alla brutta e meschina azione nei suoi confronti da parte dell’Ordine dei giornalisti. Fascisti o comunisti pari sono. Non solo, la purga comunista è di gran lunga più spietata ed eversiva di quella fascista. Come berlusconiano convinto, sono un fedele lettore del suo/nostro giornale. Resista e non ci faccia mai mancare il suo pensiero di libero giornalista. Il popolo italiano sta maturando. Faccia appello a quella parte di italiani indecisi, affinché capiscano dove dare la loro fiducia alle prossime elezioni e per chi.
Pierino Galbussera
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Grandissimo Direttore Vittorio Feltri, tieni duro e sappi che il tuo valore è infinitamente superiore alla somma di quelli che ti impediscono di scrivere per tre mesi. Loro non rischiano niente a parte il ridicolo, ma non meritano niente, se non il disprezzo di chi esige una vera libertà di stampa, quella di cui tu sei grande alfiere. Per tre mesi il nostro Giornale moltiplicherà lo sforzo per garantire sempre un’informazione vera come ha sempre fatto, aspettando il tuo ritorno più vero e forte di prima. Resisti, resisti, resisti!
Loris Ballarin
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