Il «fenomeno» Bollani è diventato maturo

Lo «straordinario» pianista si esibisce questa sera per beneficenza

I cultori della buona musica attendono con un filo d'ansia il concerto di solo pianoforte di Stefano Bollani, annunciato per questa sera all'Auditorium (ore 21) in favore dell'Associazione Marta Murizzo per la ricerca sulle neoplasie polmonari. Si aspettano che l'esibizione dal vivo sia all'altezza del pluripremiato cd Piano Solo per Ecm che considerano in assoluto il migliore di Bollani. È un disco magnifico per le 16 stupende improvvisazioni che propone, ma anche per altri motivi: le 13 fotografie «in progress» che Roberto Masotti ha scattato durante la registrazione avvenuta negli studi della Radio Svizzera Italiana di Lugano; la perfezione tecnica del suono; l'omaggio che il protagonista ha dedicato al collega Antonio Zambrini, suo contendente al premio Top Jazz 1998 della rivista Musica Jazz che suggellò il decollo di Bollani: Piano Solo inizia infatti con Antonia, composizione-esecuzione fra le più apprezzate di Zambrini.
Bisogna capirli, questi musicofili venati di purismo, che si preoccupano degli artisti cui dedicano il proprio interesse come se fossero parenti stretti. Bollani è per tecnica, tocco, capacità improvvisativa ed espressiva il pianista più straordinario che sia apparso nell'ultimo decennio in Italia non soltanto nel jazz. A suon di composizioni, concerti, dischi, libri ed altro è diventato rapidamente un personaggio mediatico che affolla ogni platea, ma che talvolta esagera come entertainer. Ecco, essi dicono, almeno quando è in studio di registrazione deve stare zitto, e ritengono che faccia altrettanto sul palcoscenico in solo.
Fossi in loro non ci conterei troppo, comunque ho toccato l'argomento con l'interessato («non temi che questa tua continua esposizione possa saturare il pubblico?») e questa è la risposta: «Sì, sono consapevole di camminare sull'orlo di un piano inclinato. Ma ormai ho 36 anni e credo di avere rischiato di più nel recente passato. Adesso scelgo i brani con attenzione, compongo temi impegnativi e mi dedico di più alla classicità contemporanea. Per esempio, eseguo volentieri la Rhapsody in Blue di Gershwin perché mi permette di improvvisare soltanto gli intermezzi pianistici, e ho licenziato un cd nel quale interpreto il Concert Champetre di Francis Poulenc che non lo permette affatto. E sempre più i miei autori di riferimento sono Ligeti e Berio». Parole rassicuranti. Andiamo dunque ad ascoltare Stefano Bollani.
Stefano Bollani
Questa sera, ore 21
Auditorium
Informazioni: tel. 02.83389422