«Con il fenomeno ci si può solo arrendere»

da Donington

C'è solo Valentino Rossi e mentre lui vince o, alla peggio, sale sul podio, i suoi rivali si alternano al suo fianco o cadono, rubandosi punti a vicenda. A Donington, in condizioni obbiettivamente difficili, in pochi giri sono caduti quattro dei sei piloti Honda e Rossi, anche se non avessse vinto, avrebbe aumentato il vantaggio in classifica.
Il primo a finire a terra è stato Biaggi, generosamente ripartito ma poi caduto nuovamente. «Dopo il warm up ero convinto che sotto la pioggia avrei potuto lottare per il podio, ma in gara non avevo più le stesse sensazioni sulla moto. Sono partito bene, ma sono caduto subito».
Un giro più tardi di cadere è toccato al vincitore di Laguna Seca, Niciky Hayden, mentre al terzo passaggio è stata la volta di Marco Melandri, che spiega: «Fin dall'inizio faticavo a guidare e non ho nemmeno provato a inseguire i migliori. All'ultima curva, ho appena toccato il gas e mi sono trovato catapultato in aria». Per evitarlo, è scivolato anche Troy Bayliss, e poco dopo è volato via Sete Gibernau, al comando con circa un secondo di vantaggio su Rossi. «Evidentemente non è il mio anno - scuote la testa lo spagnolo - al primo scossone sono stato sbalzato dalla moto. Ma contro Valentino c’è poco da fare».
Si sorride invece al box Ducati: dopo prove difficili, Carlos Checa (quinto) e Capirossi (sesto) hanno effettuato una bella rimonta. «Fortunatamente è piovuto - dice Loris sereno dopo due giorni di tensioni - in queste condizioni le gomme Bridgestone si comportano più che dignitosamente. In queste condizioni siamo molto più vicini alle Michelin». Dal secondo posto di Kenny Roberts con la Suzuki gommata Bridgestone è la conferma.