«Fenomeno naturale, e il clima non c’entra»

«Poteva andare molto peggio, quella stradina è molto battuta». Volkmar Mair, geologo della provincia di Bolzano, tira un sospiro di sollievo.
Com’è la situazione ora?
«Il polverone si è dissolto. L’accesso alla valle Fiscalina rimane chiuso: dobbiamo verificare che non ci siano altre fratture».
Che tipo di controlli farete?
«Scandaglieremo le pareti di tutto il versante. Tra due settimane sapremo se potremo riaprire la valle».
Tecnicamente cosa è successo?
«Si è verificata una frana in roccia di circa 55mila metri cubi. Uno sperone di 30 per 30 e alto 50 metri si è sgretolato su un cuscino d’aria e ha provocato quell’enorme polverone».
Nessuno si era accorto delle fratture sul versante?
«Sapevamo che quello sperone era tagliato da due fratture ma nessuno poteva prevedere se e quando si sarebbe sgretolato».
E metterlo in sicurezza?
«Le crepe ci sono ovunque. Per fare prevenzione dovremmo chiudere tutte le Dolomiti. Immagina le Tre Cime di Lavaredo sotto una coperta di rete?»
Pensiero orrendo.
«Esattamente. È la natura che fa il suo corso. Quanto è successo rientra nella normalità».
Allora perché colpisce tanto?
«Molti non si rendono conto che la montagna è bellissima ma rischiosa. E non è mai cambiata».
Dunque questo crollo è un fenomeno naturale?
«Esattamente. Forse dipende dall’escursione termica. Sono state le prime notti di gelo. L’acqua ristagna nelle fratture delle rocce, gela e poi si espande provocando lo sgretolamento».
Non c’è altro?
«No, questi fenomeni accadono raramente ma con regolarità, quattro o cinque volte l’anno. Fanno parte della vita naturale delle montagne. Lo confermano statistiche e ricerche dal 1980».
Il clima non c’entra?
«Nessuna variazione climatica può incidere su sedimenti vecchi 200 milioni di anni. Per loro, cento anni in più o in meno sono irrilevanti».
Qual è stata l’ultima frana?
«Nel luglio scorso ci sono stati diversi crolli, in zone più isolate».
E non vi siete messi in allarme?
«Purtroppo dobbiamo limitarci a rilevare un fenomeno e studiarlo. Di fronte alla natura la forza dell’uomo è inutile».
Questo crollo potrà mettere a rischio la stagione sciistica?
«No, non ci sarà alcuna ricaduta, e spero che nessuno faccia speculazioni di questo tipo».