Il fenomeno Russia spiazza tutti i «guru» Germania superata

da Milano

L’Europa non è più una priorità per i grandi costruttori di auto. Il dinamismo economico che alcuni Paesi stanno dimostrando modifica profondamente le prospettive dei flussi di domanda e offerta. Partiamo dalla Russia. I dati non sono ancora ufficiali, ma secondo Pwc il primo semestre del 2008 entrerà negli annali dell’industria dell’auto europea. Sembra infatti ormai certo che quello russo sia diventato il principale mercato del Vecchio continente con 1,65 milioni di veicoli immatricolati, oltre il 40% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Superata, quindi, la storica leader Germania che ha chiuso i sei mesi a 1,63 milioni. Se l’attuale tendenza sarà mantenuta, il 2008 sarà archiviato con la Russia a 3,8 milioni di unità contro i 3,2 milioni della Germania. Un sorpasso avvenuto in anticipo rispetto a quanto previsto da alcuni dei più autorevoli top manager del settore. Il presidente di Renault-Nissan, Carlos Ghosn, aveva stimato il cambio al vertice entro due anni, il responsabile di Ford Europe, John Fleming, soltanto nel 2009. Tra i meriti del governo russo, quello di aver migliorato le infrastrutture.
Ma a incidere sono i massicci investimenti profusi dalle case straniere. Le vendite di auto estere prodotte localmente sono aumentate del 41% a 290mila unità. Si stima che entro il 2015 il 20% della crescita del mercato mondiale sarà dovuto proprio alla Russia. Anche la Cina sta avanzando. Nei primi cinque mesi le consegne sono cresciute del 4,3% sullo stesso periodo del 2007. Il mercato è destinato a chiudere l’anno incrementando le vendite a circa 10 milioni di veicoli, il 15% in più rispetto al 2007. La previsione è stata formulata dalla China association of automobile manufacturers in base alla forte domanda delle vetture passeggeri. I risultati di vendita continuano a essere positivi, se raffrontati allo scorso anno, ma anche la Cina comincia a perdere qualche colpo. Lo si evince, in particolare, dai dati di luglio che, seppur con vendite in aumento del 6,79% a 488.200 esemplari, mostrano il tasso di incremento più basso degli ultimi due anni. Segnali che, in ogni caso, l’Associazione cinese definisce fisiologici. Stesso discorso per l’India: vendite di auto sempre ok (più 6,1% a giugno), ma caro-benzina e caro-tassi cominciano a frenare il settore.
Tra i Paesi che registrano un grande sviluppo del mercato vi è poi il Brasile: più 26,3% (1,2 milioni di esemplari nel primo semestre) e nuovo record di produzione a più di 2 milioni di unità tra gennaio e luglio (solo il mese scorso il mercato ha segnato un più 32% di vendite).
Nel primo semestre il Brasile ha assorbito 1,41 milioni di veicoli e si è portato dall’ottavo al sesto posto assoluto dietro Stati Uniti, Cina, Giappone, Germania e Russia. Nel periodo gennaio-giugno sono state vendute più auto in Brasile che in tre dei quattro più importanti mercati del Vecchio continente: Gran Bretagna, Italia e Francia.
L’Anfavea prevede un secondo semestre sempre in crescita, seppur caratterizzato da un lieve rallentamento. Il mercato del Paese sudamericano chiuderà comunque il 2008 in aumento del 24% a 3,06 milioni di esemplari, mentre la produzione crescerà del 15% a 3,4 milioni di unità. Il Brasile è ormai uno dei mercati fondamentali per case quali Fiat, Gm e Volkswagen e occupa la sesta posizione mondiale anche per la produzione dopo aver scavalcato la Francia. In questo caso gli sono davanti Giappone, Cina, Usa, Germania e Corea del Sud.