Le ferie? C’è chi le fa in convento tra lavoro e preghiere

Cresce il numero di chi cerca spazi di riflessione

Vacanze ai tropici a prendere l'abbronzatura o lanciarsi giù con gli sci sulle piste innevate? Una vacanza rilassante per tanti, Non per tutti. Parecchi cercano infatti di vincere le oppressioni della vita quotidiana e lo stress con una scelta sicuramente alternativa e sicuramente di «spessore»: cioè entrare in un convento per per un periodo di ferie che serva soprattutto a ritrovare se stessi.
Il numero di persone, che si avvicinano alla preghiera, al silenzio ed alla contemplazione è in questi ultimi tempi in aumento quasi costante. Si avvicinano ai monasteri. Per cercare la pace interiore, fuggono dalla vita caotica, disordinata e a volte dispersa. Lo dimostra il caso dell’abbazia olivetana di Seregno, l’unica disponibile in tutta la Diocesi. A scegliere il luogo per la pace e la tranquillità dell’animo, era stato l’allora Cardinale di Milano, Carlo Maria Martini. Adesso è possibile soggiornare nell’abbazia alla ricerca di valori interiori, che difficilmente è fattibile trovare in una società frenetica come la nostra. Dentro il monastero, oltre a pregare si lavora per dare una mano ai benedettini.
Al bando gli hotel e le comodità persone d’ogni età e dei diversi ceti sociali entrano in «cella» per un’esigenza profonda della ricerca di Dio. Il centro culturale San Benedetto, ormai da molti anni guidato da dom Valerio Maria Cattana (...)