Le ferie di Clementina

Apprendere che il giudice Clementina Forleo ha rilasciato la sua prima intervista al settimanale popolare Gente («in esclusiva») tutto sommato rassicura poco. Apprendere certe sue frasi tipo «non c’è nulla che mi faccia paura» e «mai avuto tessere di partito» invece non comunica nulla (si attende un magistrato che dica: ho paura di tutto, sono pieno di tessere di partito) se non che non esiste mammifero che dopo mesi di pressioni non ceda alla vanitas. Cosicché dall’intervista noi apprendiamo non tanto le opinioni della Forleo quanto una sua raggiunta disponibilità a rilasciarle, apprendiamo il suo reputarsi un soggetto che possa ormai travalicare una certa morigeratezza per assumere un pubblico ruolo. È inimmaginabile una Forleo che si mettesse a opinare sul proprio istinto di maternità e sul destino dei suoi genitori, due anni fa: ora evidentemente lo fa perché il suo nome è sui giornali e perché ha convalidato degli arresti importanti. Normale? D’accordo, ma allora ratifichiamolo: è normale che un magistrato possa esser portato psicologicamente alla perpetuazione dei propri atti più eclatanti, è normale che un collega possa esser portato all’emulazione, è normale che uno studente giudichi altrimenti un magistrato che sui giornali non ci finisce. Ieri intanto abbiamo appreso che l’inchiesta che fa tremare il Paese sarà ferma per un po’: e come lo sappiamo? Perché la Forleo è andata in ferie, e tornerà dopo la befana.