Feriti dieci ghisa aggrediti da 40 teppisti

L’attacco per vendetta dopo il sequestro di due scooter rubati

(...) a piedi e in auto. Fino ad avere la meglio su di loro solo con l’uso delle mani. «Un successo se pensiamo a quello che sarebbe potuto accadere davanti a quell’orda di scalmanati» ha commentato il neo comandante Emiliano Bezzon.
Alla fine a San Vittore sono finiti subito un ventenne e un trentenne, entrambi italiani, entrambi con precedenti; un minore di 17 anni, invece, è stato rispedito a casa, in via Mompiani, dopo aver lasciato il comando di via Pietro Custodi, con una denuncia a piede libero. Un altro maggiorenne - già identificato perché fattosi medicare (e, quindi, refertare) in un ospedale - è ancora uccel di bosco. Ma dall’atmosfera che regnava ieri sera in piazza Beccaria, l’impressione è che lo resterà per poco. I feriti, infatti, oltre al balordo in fuga, sono solo tra di loro, tra i vigili. E anche se la maggior parte ha subìto lesioni leggerissime o semplici contusioni, sono ben dieci i coinvolti. Tra i due tuttora ricoverati in osservazione, uno è stato sottoposto a una Tac alla testa (negativa) per scongiurare la possibilità di una lesione interna; tre sono stati solo medicati, mentre altri cinque, seppur contusi, non hanno avuto bisogno di cure.
Ieri tutto è cominciato in piazzale Ferrara. Anche se la vera causa di quanto è accaduto è da ricondurre a un episodio di circa una settimana fa. Nella zona, infatti, i vigili da un po’ hanno cominciato a dare un giro di vite per la tensione crescente creata da certi atteggiamenti dei giovani delle case popolari di via Mompiani. Modi che inaspriscono i rapporti, avvelenano le giornate e inducono la gente cosiddetta civile a lamentarsi. I ragazzacci sono italiani ma anche stranieri e di un’età che va dai 13 anni fino agli over 30, la maggior parte con precedenti e perlopiù disoccupati. Arroganti, capaci di atteggiamenti e gesti intimidatori. Niente di particolarmente grave, s’intende. Qualcosa di molto simile ai rapper di certi quartieracci Usa di cui i nostri hanno copiato pantaloni a cavallo basso, sneakers, magliette nere e teste rasate. Qualcosa che, però, dà l’idea di poter anche sfociare da un momento all’altro in fatti molto più gravi. I negozianti non solo stufi di vederseli ciondolare attorno tutto il giorno, ma anche intimoriti dai loro modi, ci pregano: «Non scriva il mio nome». Altri, di recente, hanno chiesto un incontro a Guido Manca, l’assessore comunale alla Sicurezza. Intanto i ghisa un paio di settimane fa hanno sequestrato diversi motorini. Due erano rubati. E a loro, ai bulli, non è andata giù.
Ieri pomeriggio il regolamento di conti. Una pattuglia dei ghisa sta controllando le pulizie dell’Amsa dopo il mercato rionale in piazzale Ferrara quando la loro vettura viene bersagliata da 5-6 ragazzotti che lanciano uova marce, limoni, pomodori, pietre. La polizia municipale se ne va. E torna con i rinforzi: 10 motociclisti e 6 vetture del reparto radiomobile. Tuttavia sono sempre poco più di una ventina di uomini che, all’improvviso, si trovano a dover fronteggiare oltre una trentina di adulti, ragazzi e ragazzotti, radunatisi nel frattempo in piazzale Rosa come in un campo di battaglia. I vigili non si perdono d’animo, li rincorrono; tra quelli del quartiere, smaltita la boria iniziale, si scatena il fuggi fuggi, mentre il fornaio, il lattaio, il cartolaio, il droghiere e il bar-tabacchi per precauzione chiudono bottega. Alla fine i ghisa hanno la meglio. E anche se faticano a metter le manette ai responsabili lì sull’asfalto (e, subito, vengono molto criticati da parecchi residenti che notano l’atto di forza senza comprenderne subito la necessità, ndr) riportano la situazione alla normalità.