Feriti ucraini curati negli ospedali lombardi

Precipita la situazione politica in Ucraina e i venti di guerra ricominciano a soffiare sull'Europa del nuovo millennio, dopo la fine del conflitto in Kosovo (1996-1999) che aveva seguito a sua volta gli scontri in Bosnia (1992-1995). Da allora è stata pace, ma ora le mire russe sul «granaio d'Europa» rende più incombente il rischio di un nuovo scontro armato.
Nel terrore che questo apocalittico scenario prenda il sopravvento, nonostante l'impegno della Casa Bianca per scongiurare il pericolo e l'atteso intrevento dell'Ue per evitare spargimenti di sangue, il console ucraino a Milano si è già mosso con anticipo. Il rappresentante di Kiev ha telefonato all'assessore alla Salute della Regione Lombardia, Mario Mantovani, chiedendo la possibilità di far curare negli ospedali lombardi i feriti che dovessero restare vittime della rivolta antiPutin. Mantovani ha rassicurato il diplomatico, dicendo che la Lombardia si farà carico delle cure che occorreranno agli insorti della rivolta arancione, se la situazione politica nelle prossime ore dovesse prendere una piega drammatica.