Fermare il pressing estero sulle repressioni politiche

È atteso per il giorno di Natale il verdetto della corte per il dissidente cinese Liu Xiaobo, incriminato per «sovversione contro i poteri dello Stato». Secondo le organizzazioni per i diritti umani, Pechino ha scelto di proposito il 25 dicembre così da far passare inosservata la sentenza. Liu Xiaobo, 57 anni, è uno dei più importanti attivisti per i diritti umani in Cina; era stato arrestato a giugno. La colpa di Liu sarebbe stata quella di aver diffuso su internet la Carta 08, un documento firmato da 300 personalità in cui si chiede al governo cinese di rispettare i diritti umani. Stati Uniti e Unione europea hanno ripetutamente chiesto a Pechino la liberazione del dissidente. Nel 2010 la Cina di Hu Jintao, presente ormai a tutti i tavoli internazionali di prestigio, spera di poter evitare pressioni esterne sulle riforme e i sui diritti umani, contando sulla sua forza economica e al suo peso immenso in Consiglio di Sicurezza.