Per fermarlo la sinistra si affida alla violenza

In piazza volano bottiglie e transenne sui fans del premier

Gli avversari di Silvio Berlusconi usano le bottiglie da spaccare in testa ai poliziotti. E imbracciano le transenne da cantiere per trasformarle in arieti con cui sfondare il cordone delle forze dell’ordine. Va in scena, annunciata e promessa, la contestazione al premier. E soprattutto a Genova torna il clima da G8. Per impedire al leader del centrodestra di incontrare i genovesi. E così tornano anche le cariche di alleggerimento della polizia per mantenere l’ordine in piazza De Ferrari. In quella piazza affollata dalle persone che vorrebbero entrare al Carlo Felice per sentire il premier ma che non riescono più a trovare posto.
Il pomeriggio si fa sempre più teso, fuori dal Carlo Felice. All’arrivo del premier sono solo scaramucce. Si parte con gli slogan anti-Berlusconi che provano a coprire i cori del popolo azzurro accorso in piazza. Poi, visto che non basta la voce, volano le bottiglie contro gli scudi di poliziotti e carabinieri. Schermaglie, come gli spintoni e i tentativi di far cadere gli uomini in divisa nella provocazione. Si va avanti fino alle 18.30 passate, quando Berlusconi è ancora sul palco del Carlo Felice. I violenti tentano di sfondare. Stavolta fanno sul serio. Tra loro i no global, alcuni studenti e attivisti di Rifondazione comunista. Prendono quello che trovano in strada: transenne e spranghe. Poi tirano fuori altre bottiglie. E scaricano tutto contro il cordone della polizia, che a questo punto è costretta a una carica più decisa. Anche per proteggere i fans azzurri accalcati sotto l’atrio del Carlo Felice. L’azione riesce e torna la tregua perché i contestatori attendono l’uscita del premier per l’ultimo assalto. Ma invano. Berlusconi va a prendersi l’aperitivo al Ducale che loro neanche se ne accorgono. Mentre passa il presidente del consiglio, solo un giovane gli grida da dietro il cordone di protezione : «Evviva Vittorio Mangano!». Berlusconi si ferma, torna sui suoi passi, si avvicina al giovane, gli punta l'indice contro e dice: «Tu non ti puoi permettere».