Fermate le auto ma non le polemiche Quasi 1.500 i furbi

Formigoni: «Il blocco porta via 2,5 tonnellate di polveri. Ticket d’ingresso? Non ce n’è solo un tipo, li studiamo tutti»

Federica Giribaldi

Ieri alle 20 si è conclusa la prima giornata senz’auto del 2006 contro l’inquinamento atmosferico. Erano 181 le pattuglie dei vigili messe in campo per garantire che il divieto di circolazione venisse rispettato. I cittadini si sono comportati abbastanza bene, anche se non sono mancati i tentativi maldestri dei soliti «furbi»: sono state 1.449 le multe e 8.224 le macchine fermate per controlli. Impegnativi quelli sulle auto Euro 4, che potevano circolare. I milanesi non hanno comunque rinunciato allo shopping del sabato, terzo giorno di saldi. L’Atm, che ha potenziato in media del 35 per cento i mezzi, ha rilevato un aumento del 20 per cento dei passeggeri (i picchi nel primo pomeriggio e alle 18).
Il presidente della Regione Roberto Formigoni si è mostrato soddisfatto della giornata senz’auto. «La gente ha dimostrato di sapere “utilizzare” la città con i mezzi pubblici e a piedi - ha dichiarato - quella allo smog è una lotta che pensiamo di vincere soltanto se milioni di persone adottano milioni di gesti individuali virtuosi. Una giornata di fermo delle auto significa due tonnellate e mezzo in meno di polveri sottili disperse nell’atmosfera».
La Lombardia, ha ricordato Formigoni, nel 2005 ha speso 50 milioni di euro nella lotta allo smog, nel 2006 ne investirà cento. E il «road pricing» proposto dal sindaco Albertini? Formigoni sottolinea che «è una cosa che va studiata molto approfonditamente perché non esiste soltanto un tipo di ticket di ingresso». La Regione «ha finanziato degli studi per vedere qual è il tipo che meglio si adatta a Milano, senza copiare Londra o Stoccolma o Oslo: se ci fosse una soluzione per la realtà di Milano, renderemmo pubblici questi studi». La Regione, ha concluso Formigoni, «sarà comunque al fianco dei comuni che adotteranno questa misura».
Ma le polemiche non si placano. Per manifestare contro il traffico che «uccide Milano», come era scritto sullo striscione in testa al corteo, i Verdi hanno organizzato ieri una manifestazione a cui hanno preso parte anche i candidati alle primarie dell’Unione Dario Fo, Milly Moratti e Bruno Ferrante. L’ex prefetto ritiene che «il blocco del traffico non possa essere condannato a priori, ma è sbagliato utilizzarlo come unica risorsa per contrastare l’inquinamento». Dario Fo sostiene che «le giornate senza auto vanno bene», ma si tratta più che altro di «far cambiare il modo di concepire il movimento e la vita nella città. Potenziando l’uso dei mezzi pubblici». Milly Moratti si mostra favorevole a giornate di questo tipo «perché insegnano a guardare la città diversamente», ma non come misura efficace contro l’inquinamento. Contro il blocco anche l’Osservatorio di Milano: secondo il direttore Massimo Todisco «c’è bisogno di provvedimenti strutturali per risolvere alla radice il problema. Così invece sono stati penalizzati i 60-70mila milanesi che hanno scelto di rientrare prima dalle vacanze per evitare le code dei weekendisti la domenica sera».
Dopo la fine del blocco, si sono messi in marcia verso la città e i maggiori centri dell’hinterland. Hanno dovuto fare i conti con i rallentamenti causati dalla nebbia e da tre incidenti avvenuti lungo la A4 in direzione di Venezia all'altezza di Agrate, sulla A7 a Dorno (Pavia) e lungo la tangenziale Est. Il primo tamponamento ha provocato un ferito, il secondo due, il terzo sei.