Fermato il nipote: «Li ha fatti a pezzi lui»

Sequestrata la sua casa, dalla quale ieri sera sono stati prelevati alcuni oggetti. Al setaccio anche l’automobile

Giuseppe De Bellis

nostro inviato a Brescia

Manca il movente. Manca il luogo del delitto. C'è solo il sospettato che è formalmente indagato. Ed è lui, Guglielmo Gatti, il nipote dei Donegani, l'uomo che ha denunciato la scomparsa di Aldo e Luisa. L'uomo che si mostrava tranquillo nonostante gli zii fossero scomparsi da 18 giorni. È accusato di duplice omicidio, aggravato dai futili motivi e occultamento di cadavere. È stato fermato per pericolo di fuga. È in carcere a Brescia. Ha un avvocato d'ufficio in attesa che ne trovi uno suo. E non parla. Non ha aperto bocca davanti ai magistrati. Senza uno straccio di frase di Gatti restano molti i misteri sul giallo di Brescia, su questa sparizione tanto strana da sembrare sospetta sin dal primo giorno.
Il giorno del delitto. Nel dirupo del passo del Vivione è stato trovato un sacchetto di plastica bianca. Era in mezzo a quelli nei quali sono stati trovati i resti dei corpi. All'interno il contenuto di acquisti fatti in un supermercato. C'è della frutta e della verdura: l'etichetta dei contenitori porta la data del 30 luglio scorso. E' la conferma forse che i Donegani non sono mai rientrati in casa quel giorno dopo essere usciti insieme per andare a fare la spesa. È un elemento che fa pensare che il duplice delitto risalga proprio al primo giorno del giallo dell'estate.
Il movente. Perché sono stati uccisi i coniugi Donegani? E perché farli a pezzi? E poi l'assassino era solo o ha avuto l'aiuto di qualcuno? Tutte domande ancora senza risposta. Si indaga sul passato di Guglielmo Gatti, sulle amicizie, sulle sue condizioni di salute. Perché a Brescia dicono che il nipote dei Donegani abbia passato anni difficili di depressione. Ha perso entrambi i genitori. Si parla di un rapporto difficile con gli zii, con quella coppia così felice, da scontrarsi con il suo dolore per la perdita di mamma e papà. Si parla anche di Guglielmo come un ragazzo strano, introverso, sospettoso, arrabbiato con il mondo. Qualcuno a Brescia sostiene che se fosse stato il nipote difficile ad uccidere e massacrare Aldo e Luisa, l'avrebbe fatto per soldi. Non ci sono conferme ufficiali, ma la Procura non scarta alcuna pista. Si dice che i Donegani, da pensionati, facessero una vita movimentata. Una vita che avrebbe potuto far invidia a qualcuno, anche a un parente. Poi ci sono le altre domande: uno o più assassini? Oppure un assassino e qualcuno che sapeva e ha coperto? Per la ferocia con cui i cadaveri sono stati sezionati non si esclude che ci sia un complice. Qualcuno che abbia abituato il killer a squartare i cadaveri. Resta un fatto, però: delle cesoie ritrovate una sola era sporca di sangue. E questo porterebbe a pensare a un unico omicida.
L’auto e l’abitazione. Gli inquirenti hanno sequestrato ieri sera la casa di Gatti, prelevando anche alcuni oggetti, forse elementi utili alle indagini. Non si sa nulla, invece, della macchina di Guglielmo, la Punto blu vista da alcuni testimoni vicino al luogo dove sono stati ritrovati poi i cadaveri. Se è stato il nipote a uccidere Aldo e Luisa forse all’interno di quell’auto si possono trovare risposte. Ma non è escluso che l’assassino abbia usato un’altra vettura.
Il luogo del delitto. È difficile che i Donegani siano stati uccisi lassù a quota 1.600 metri nel bosco sopra a Berzo Deno. Anche questo è un mistero, e le indagini puntano sullo sdoppiamento. L'assassino avrebbe ammazzato a valle probabilmente in una località del lago di Iseo. Poi avrebbe caricato i corpi in macchina per trasportarli nel posto dove sono stati ritrovati. Lì i cadaveri sarebbero stati fatti a pezzi. In un luogo lontano, difficile da raggiungere. Seguendo questa pista si stanno controllando gli spostamenti di Gatti. Guglielmo sarebbe stato visto il 30 luglio a Vello di Marone nella zona nord del lago. In quel momento, secondo alcune segnalazioni arrivate alle forze dell'ordine, sarebbe stato in compagnia di Aldo e Luisa. Perché poi qualcuno l'ha visto da solo nella zona di Berzo Demo? Gli zii non c'erano più: inghiottiti nel nulla, prima di finire a pezzi dentro dei sacchi neri.