Fermento politico Susy e Rosario «nemici-amici» per l’ambiente

Ad essere trasversale è l’ambiente. Inutile nasconderlo, il convegno che sabato mattina è stato organizzato dall’Udc a Genova ha attirato l’attenzione degli addetti ai lavori. Accanto al simbolo del partito rappresentato in Liguria dal vicepresidente del consiglio regionale Rosario Monteleone, c’è quello dell’associazione «Fare Ambiente», gli ambientalisti non di sinistra. «Quelli che non sono capaci a dire solo dei “no”, ma che lavorano per la qualità dell’ambiente» spiega Isabella De Martini coordinatrice regionale dell’associazione e rappresentante in Liguria di uno dei movimenti del costituendo Pdl. Ma, allora che c’azzecca Monteleone con De Martini? Prove di intesa? Cerniera tra Udc e Pdl? O intese personali in vista di prossime scadenze elettorali? «Per ora è solo un rapporto di collaborazione su temi sui quali ci esprimiamo in sintonia. Per il futuro, chissà? Mai porre limiti alla Provvidenza», incalza il consigliere regionale. Ma De Martini, con eleganza, preferisce non sviscerare temi politici e limitarsi a dire che lei «è un esponente del Pdl e che, a questo convegno, sono stati invitati esponenti di tutte le forze politiche. Se c’è il logo dell’Udc è perché Rosario è stato disposto, da subito, a patrocinare l’iniziativa accollandosi anche le spese per sala e manifesti». Eppure si potrebbe riformare una coppia che in passato ha militato nello stesso movimento. Monteleone e De Martini furono insieme ai tempi di Rinnovamento Italiano con Lamberto Dini e, in passato tra i due, c’erano stati anche screzi di carattere politico per la guida dei Liberaldemocratici liguri.
Acqua passata, insomma, e ritrovata sintonia. Sabato titolo del convegno sarà «Opportunità di valorizzazione e di rilancio dell’economia e dello sviluppo». Appuntamento alle 10 presso la sala Barabino del teatro della Gioventù di via Macaggi. Tema da rilanciare per Genova il recupero dei forti sul quale lavorò alacremente il commissario Udc da assessore ai forti: «Oggi quel disegno finanziato con 30 miliardi dal Comune tramite l’Unione Europea è andato a rotoli».