Fermi sul bus in mezzo a via Venti bloccata

Essere in democrazia significa lasciare che un gruppo di scalmanati blocchi il traffico a proprio piacimento e impedisca alla gente normale di continuare la corsa in autobus verso casa? Domenica pomeriggio c’erano decine di passeggeri infuriati sui mezzi pubblici bloccati in via Venti Settembre mentre i soliti no global esibivano uno striscione sotto il ponte monumentale. A occhio saranno stati una dozzina, forse qualcuno di più. Eppure non hanno avuto problemi a paralizzare il traffico, bloccare la fiamma olimpica e farsi fotografare mentre inveivano contro la Tav di turno. Non fosse stato il terzo valico, se la sarebbero presa con qualcos’altro. L’importante è protestare.
Anch’io in quel momento ero sul bus. Ero salito sul 36 in piazza De Ferrari uscendo da Palazzo Ducale dove la Provincia di Genova aveva appena presentato il volume «Notte di Natale».
C’era aria di festa. Nulla faceva presagire quanto sarebbe accaduto da lì a poco. L’autobus infatti si è incanalato lungo via Venti senza intoppi. Appena pochi metri, però, e si è subito fermato. Non si capiva quanto stava succedendo. E i mugugni non si contavano. «È una vergogna - diceva una signora anziana - Adesso non si può prendere neanche un autobus...». Ad un certo punto un tizio con un radiotelefono in mano si è avvicinato al mezzo e si è messo a parlare con l’autista. Dopo qualche secondo quest’ultimo si è voltato verso di noi: «Mi dispiace - ha detto - la strada è bloccata. Devo fare il giro da Piccapietra. Se volete posso farvi scendere qui...». Dal momento che dovevo andare a Brignole, sono sceso. Fino a quel momento non si capiva che cosa avesse bloccato il traffico, più che altro si intuiva. Tutto quello che si vedeva era un’enorme folla che si espandeva dappertutto. Difficile inserirsi nei marciapiedi o anche transitare in strada. Poi, verso il ponte monumentale, tutto è stato chiaro. Eccoli lì con il loro striscione attorniati da un muro umano di curiosi. La maggior parte della gente mugugnava e tirava dritto. Del resto, che fai? Vai lì e ti metti a litigare con quei signori? No, per evitare lasci perdere. E sembra quasi che dai per scontato il dover sopportare una prepotenza come quella. Di fronte a loro, una coda interminabile di veicoli bloccati in strada. Alla fine sarà la polizia a farli sgomberare, ma intanto hanno avuto il loro quarto d’ora di popolarità a spese di chi si stava spendendo la sua domenica in centro. Ma cosa c’è di democratico in tutto questo?