«Fermiamo la catastrofe»

Serve un piano «immediato» «per il cessate il fuoco delle ostilità» in Libano. È l'auspicio del primo ministro britannico, Tony Blair, che ha definito ieri il conflitto tra Israele e Hezbollah «catastrofico» e si è anche espresso a favore del dispiegamento di una forza internazionale alla frontiera fra Libano e Israele. «Quel che sta avvenendo è una catastrofe, che danneggia il Paese e la sua fragile democrazia», ha detto Blair, nel corso di una conferenza stampa, assieme al primo ministro iracheno, Nouri al Maliki; è la prima volta che Blair usa termini così forti, e che pur condannando implicitamente l'azione di Hezbollah, sottolinea l'urgenza di una tregua. Fino a ieri, sia Gran Bretagna che Stati Uniti avevano piuttosto messo l'accento sulla necessità di una soluzione complessiva sottolineando il diritto di Israele a difendersi e la necessità del rilascio dei due soldati israeliani sequestrati il 12 luglio. Questa catastrofe «deve fermarsi da ambo i lati», ha proseguito il numero uno di Downing Street, e la cessazione delle ostilità non sarà possibile finché «non sarà messo in atto un piano per fermare le morti da entrambi i lati».