Fermiamo i bacchettoni anti-graffiti

La Casa delle libertà e, in particolare, Alleanza Nazionale hanno messo il tema del decoro urbano e della riqualificazione estetica della città tra le priorità dei prossimi cinque anni. Vogliamo soffermarci su due aspetti della questione.
C’è un primo dato, di natura culturale: nel panorama giovanile italiano, il centrodestra ha recentemente pagato in termini di consenso per la sua difficoltà a comprendere fenomeni, individuare soluzioni o di comunicarle adeguatamente. Niente curve degli stadi, niente discoteche, niente motorini, niente spinelli: tutto ciarpame sovversivo da reprimere... È probabile che solo qualche bacchettone nel centrodestra lo pensi davvero, ma questa è l’immagine che è passata delle politiche giovanili del governo Berlusconi. Noi non vogliamo proseguire su questa linea. Siamo convinti che sia la destra il luogo politico delle energie più dinamiche della società e, per questo, dobbiamo sforzarci di parlare ai giovani con il linguaggio delle opportunità. Prima e di più che con quello delle restrizioni.
Il secondo aspetto è di merito. Inorridiamo come tutti i milanesi di fronte allo scempio che viene fatto su molti edifici, ma ci sforziamo di comprendere un fenomeno complesso, che ha forme espressive diverse (un graffito spesso è arte, un tag quasi sempre no, ma tutti i graffitari sono stati taggers), modalità aggregative particolari (le cosiddette crew), persino un codice di comportamento (sembrerà strano, ma è così). Di fronte a una realtà così articolata è ingenuo pensare che il semplice inasprimento delle pene possa bastare. Così come purtroppo non servirebbe vietare la vendita degli spray ai minorenni in un mondo in cui tutto si può acquistare sul web.
Bene fa allora il Comune di Milano a prevedere da parte dell’Amsa l’intensificazione della ripulitura dei muri con vernici speciali a tutto beneficio dei cittadini, bene fa a voler coinvolgere le realtà associative dei writers nel ricercare spazi urbani oggi afflitti da squallido grigiore, da dedicare alle loro produzioni artistiche. Soltanto dopo che Milano avrà dimostrato di voler affrontare la questione nella sua complessità, soltanto dopo aver offerto un’opportunità alternativa, allora sì che avrà senso punire più severamente chi, sgarrando, dimostrerà di fregarsene dell’arte e di fare della sua bomboletta soltanto uno strumento di sfregio della nostra città.
Anton Luca Romano
presidente provinciale Azione Giovani
capogruppo An al Comune