Fermiamo il virus che aggredisce i lombardi a Roma

(...) gli effetti, disoccupazione compresa, che il ridimensionamento di Linate e il mancato rilancio di Malpensa possono provocare a Milano e in Lombardia. Ci deve essere un virus a Roma che colpisce i lombardi quando arrivano in Parlamento e, in forma più acuta, quando vanno al governo. Un virus che li porta a dimenticare esigenze e interessi di questi territori e di questa metropoli, locomotiva del Paese, forse nel timore di apparire troppo «nordisti», troppo «localisti», poco «nazionali». Timore da cui sono esenti altri, evidentemente immuni al virus.
Si attribuisce al sindaco Moratti una «deriva leghista» e «antiromana». La vera ragione, si dice, sarebbe la rigida volontà, contrastata a Roma, di fare del suo braccio destro Paolo Glisenti un uomo solo al comando dell’Expo. Non so se le cose stiano così.
So però che recenti sondaggi di Ipsos ed Euromedia danno la Lega in forte crescita a Milano, in Lombardia e in gran parte del Nord. E a spese di chi? Del Pdl. Già le elezioni di aprile diedero segnali in questo senso. È un fenomeno al quale gli eletti del centrodestra provenienti da queste zone dovrebbero dedicare più attenzione. Ricordando, a proposito di interessi «nazionali», che la crescita del Paese passa solo e necessariamente attraverso la crescita di Milano e del Nord.