Fernando alla Renault, tutto è pronto

nostro inviato a Monza

Alonso comunque e sempre. È lui l’uomo al centro di tutto. Perché Fernando piace a molti, a troppi team. Alla Ferrari del dopo Todt, ad esempio. Perché, forse, per ora, non c’è spazio per lo spagnolo, ma il giorno in cui il gran capo francese farà l’ormai annunciato passo indietro, il campione spagnolo potrà essere l’uomo del futuro maranelliano. Tanto più che per i tifosi lo è già: «Fernando, vieni da noi», recitava uno striscione ferrarista sulla tribuna della parabolica.
Alonso alla Renault - Si vocifera che sia già tutto fatto. Nel caso sul collo di Ron Dennis e sulla McLaren, giovedì a Parigi, cali la mannaia - e dunque con Fernando libero da penali per l’estinzione anticipata del contratto – il volante della prima Renault 2008 sarebbe già pronto per lui. Al suo fianco Kovalainen. Come diretta conseguenza di questo spostamento nobile, Fisichella emigrerebbe da sir Frank Williams che non ha mai nascosto la propria stima per il romano. Giancarlo dovrà far da chioccia non a Nico Rosberg, bensì a un altro figlio d’arte: Nelsinho Piquet, attualmente terzo pilota Renault.
Alonso fonda un team – È un’ipotesi, ci mancherebbe, ma il gran da fare in zona Briatore e in zona Ecclestone di Alejandro Agag, genero dell’ex premier spagnolo Aznar, fa discutere. Il giovane magnate sta trattanto l’acquisto della Super Aguri motorizzata Honda. Se dovesse trovarsi con Alonso libero sul mercato, provate a immaginare quale collettore di sponsor e capitali diventerebbe il campione del mondo? Non solo: Fernando, per allora, potrebbe aver conquistato il terzo titolo con la McLaren e, come ha sempre detto, visto che «il mio scopo è vincere tre titoli con due team diversi, dopo di che potrei anche ritirarmi», chissà mai che non gli venga la voglia di avere una squadra tutta sua.
Alonso conclude il campionato con Briatore – È l’ipotesi più estrema. Nel caso a Parigi la McLaren venisse esclusa sia dal mondiale costruttori che da quello piloti, Fernando potrebbe cambiar casacca in corsa e portarsi dietro tutti i punti fin qui conquistati. Ma, francamente, quest’ipotesi è troppo grande anche per questa F1 che ormai ha paura persino di se stessa.