Il feroce mondo dei guerrieri di ghiaccio

Uomini come lupi e lupi come uomini. Da sempre George R.R. Martin ha cercato di mettere in mostra il lato bestiale dei protagonisti della sua saga Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Ed è proprio il confronto fra uomini e lupi che apre I guerrieri del ghiaccio (Mondadori) di cui vi proponiamo in esclusiva lo spettrale prologo. Quella di Martin è una saga fantasy iniziata nel 1996 e che è fino ad oggi risulta composta da cinque volumi (A Game of Thrones, A Clash of Kings, A Storm of Swords, A Feast for Crows e A Dance With Dragons). Storie ambientate in una sorta di Medioevo fantastico dove i Sette Regni di Westeros da tempo sono scossi da guerre interne per il dominio assoluto di quei territori. Conflitti messi in atto da casate rivali come quelle degli Stark, dei Lannister, dei Martell, dei Targaryen, dei Baratheon che complottano da tempo fra di loro (un po’ come una volta facevano le famiglie York e Lancaster in Inghilterra). In quel mondo le stagioni non hanno una durata stabile e il peggiore degli incubi è che «l’inverno stia arrivando» e che l’avvento di questi grandi freddi comporti l’avvento di un mondo di distruzione oltre che l’incursione definitiva di misteriose creature cannibali come gli «estranei». È proprio per proteggersi da loro che al Nord dei Sette Regni è stata costruita la gigantesca Barriera custodita quotidianamente dai Guardiani della Notte, stirpe di guerrieri-custodi destinata a difendere il mondo dalla possibile invasione. Freddo, ghiaccio, disperazione e morte sono una costante nelle storie di George R. R. Martin come ci conferma anche l’incipit de I guerrieri del ghiaccio (Mondadori) che mostra ancora una volta il dominio della natura selvaggia. Questo volume è il primo estratto in lingua italiana dal romanzo originale A Dance of Dragons (la cui seconda e terza parte verranno pubblicate da Mondadori nei prossimi mesi), un titolo che è rimasto in cima alle classifiche americane e inglesi per oltre un anno. Il successo della serie di George R. R. Martin ha comportato che sia stata prima adattata per giochi da tavolo e di simulazione, poi ha convinto la HBO a produrre dieci episodi televisivi che nel 2011 le hanno permesso di conquistare ben 2 Emmy Awards e quindi ha spinto la casa editrice Dynamite a produrre anche una serie di fumetti. Nell’universo creato da Martin la dose di realismo è fortissima mentre la componente magica è ridotta al minimo tanto che i maghi svolgono il ruolo di medici e negromanti piuttosto che di autori di incantesimi. I tornei e le giostre sono in voga e i draghi pare abbiano abbandonato per sempre il mondo, lasciando in vita stirpi di uomini che con loro sapevano comunicare. Per la conquista del dominio dei Sette Regni ogni azione è lecita e le cospirazioni di palazzo spesso sostituiscono i duelli.