Ferocia, rapimenti e bombe al fosforo

La strage di Fiumicino del 17 dicembre 1973 (foto sopra) è il frutto di un attentato terroristico palestinese che colpì l’aeroporto «Leonardo Da Vinci», provocando la morte di 30 persone e molti feriti. I terroristi arabi si diressero verso un aereo Pan-Am e gettarono al suo interno due bombe al fosforo che uccisero 28 passeggeri. Poco dopo uccisero colpendolo alla schiena il finanziere Antonio Zara che aveva tentato di opporre resistenza. Si impadronirono poi di un aereo Lufthansa, facendo salire alcuni ostaggi tra cui sei guardie di Pubblica Sicurezza. A bordo dell’aereo della Lufthansa uccisero il tecnico della società Asa, Domenico Ippoliti. Molti aeroporti rifiutarono di far atterrare il veicolo pirata, alla fine l’aereo toccò terra a Kuwait City. Gli ostaggi superstiti vennero liberati nella tarda serata del giorno seguente.