Ferrè ha ritrovato la "sua" forma Invece Armani adesso fa l’indiano

Brillante esordio per la nuova coppia creativa della griffe: mix di passato e futuro che restituisce architettura alla bellezza. Cavalli stampa la foto del suo album di famiglia sulle T-shirt

Si può creare il nuovo partendo da una ricerca d'archivio? «Si deve» rispondono Tommaso Aquilano e Roberto Raimondi che ieri sera hanno debuttato alla direzione artistica del marchio Gianfranco Ferrè con una sfilata straordinariamente bilanciata tra passato e futuro, ragione e sentimento. I due giovani designer sono infatti riusciti a coniugare la loro idea di donna sofisticata e moderna oltre ogni dire con la grandiosa visione estetica dell'architetto-stilista scomparso 15 mesi fa. Così quella sua capacità di mescolare forma e decoro è stata il punto di partenza per costruire la collezione della prossima estate con arditi assemblaggi di cerchi, rettangoli e quadrati resi possibili dall'uso di materiali avveniristici come la seta lavorata con acciaio e cotone oppure i preziosi tessuti dell'alta moda tipo ottoman e gazar. C'era ad esempio un cappottino di organza in cui perfino le paillettes avevano una loro tridimensionalità riproducendo il geometrico effetto di un origami. Invece l'abito da cocktail a bustier era sotto tondo, sopra rettangolare e con innumerevoli impunture argentate trasformate in un prezioso ricamo. Tutto aveva lo stesso spirito di perfezione delle indimenticabili camicie bianche di Ferrè con un segno stilistico del tutto nuovo.

Inutile dire che Armani non ha bisogno di compiere un'operazione del genere, ma per costruire la magnifica collezione Emporio ha comunque guardato ai suoi codici di stile trasformando l'etnico in allusione e l'eleganza in pura modernità. I fluidi pantaloni in seta lavata erano al tempo stesso da jogging e ispirati al salvar kamiz: completo maschile indiano per eccellenza. I piccoli gilet paillettati sui lunghi abiti danzanti attorno al corpo avevano qualcosa di arabeggiante pur essendo perfettamente occidentali. E per dare l'idea della natura in movimento senza nulla togliere alla praticità c'erano grandi farfalle o cavallette ricamate a cristalli sui vestiti liquidi come una goccia d'acqua perché tagliati in tondo come il burnus.
Cavalli ha invece trasformato il suo ritratto in un inedito motivo a camouflage sul denim e le foto di famiglia in stampa sulle t-shirt di una giovane regina d'estate. La deliziosa collezione Just cavalli era infatti ispirata da quello che lo stilista chiama «il mio artistico Dna» con decori, lavorazioni, senso del lusso e dei colori stemperati però da una struggente dolcezza femminile. Dolce ma non stucchevole la sfilata di Moschino Cheap&Chic con macrostampe di fiori oppure di teneri coniglietti sui perfetti modelli da brava ragazza che tiene alla natura senza dimenticare l'eleganza. Dello stesso segno gli adorabili caftani ricamati a viole del pensiero e il magnifico vestito da sera fuxia con maniche a kimono di Blugirl. Divertente la sfilata pacifista del duo stilistico che sta dietro a Frankie Morello con crinoline fatte dalle bisacce militari, mini tuniche in nappa da guanto e ridottissimi calzoncini da sex bomb. Gaetano Navarra ha invece pensato ai drappeggi di Madame Gres per realizzare una convincente collezione assolutamente priva di accenti rétro pur essendo piena di modelli a vita bassa tipici degli anni Venti, scamiciati a boule e abiti plissettati in tutti i sensi possibili e immaginabili.