Ferragamo: "L’Italia non sa promuoversi"

International Boating Forum e Smart 2011.
Selva: "In atto una selezione, senza futuro chi opera solo sul mercato italiano"

Presentato come il Salone «dell’apertura verso l’esterno», verso le dinamiche e le discussioni del mercato, anche estero, il Nautico 2011 ha mantenuto le promesse ospitando per la prima volta due eventi che, nel nome dell’internazionalizzazione sempre più spinta, hanno portato in Fiera il business nautico innovativo che parla inglese e francese, turco e cinese: l’International Boating Forum, al suo debutto, e la sesta edizione dello Smart con la tavola rotonda «Sailing Towards Innovation». Padrona di casa del primo appuntamento Ucina, che ha affidato il dibattito al giornalista del Financial Times Victor Mallet. Al centro della tavola rotonda la crisi economica, ma anche il ruolo del Mediterraneo. «Non torneremo mai ai livelli di produzione del 2008 - dice Leonardo Ferragamo, presidente di Nautor’s Swan - ed è una vergogna che l’Italia, molo naturale proteso nel Mediterraneo, non si promuova meglio». «Mentre noi restiamo immobili, non solo in termini di marine ma soprattutto di infrastrutture, ci sono Paesi come la Croazia che sono cresciuti molto in pochissimo tempo», gli ha fatto eco Lamberto Tacoli ( Ferretti). Sono bastate poche ore e un bell’esempio di come il nostro Paese stia cominciando a muoversi è venuto dagli uomini dello Smart, l’evento internazionale promosso da Enterprise Europe Network e organizzato da Unioncamere Liguria e Ccia della Spezia, in collaborazione con Ucina e Fiera di Genova, per favorire incontri di affari one-to-one tra operatori nautici italiani e stranieri e dei settori correlati, soprattutto hi-tech. «È questo il genere di appuntamento per mettere a sistema risorse e sinergie, cui Ucina intende dare il suo massimo supporto», ha detto il presidente di Confindustria Nautica Anton Francesco Albertoni. Per Lorenzo Selva, vicepresidente di Ebi European boating industry, «La crisi economica c’è, soprattutto in Occidente, fino a oggi nostri mercati principali. Il calo del settore nautico nel triangolo Europa, Usa e Canada, è stato del 70% in 3 anni. È in atto una selezione della specie: al Salone i clienti guardano alla qualità vera, all’innovazione reale del prodotto. La competizione sarà sempre più dura, vince chi innova e può espandersi all’estero, chi opera solo sul mercato italiano non ha futuro».
FrNac