Ferrando si smarca: resta un capitalista

Ne è rimasto uno solo. In questa sinistrorsa sbornia obamiana, Marco Ferrando è l’unico rimasto fedele al vecchio precetto comunista: gli Usa sono brutti e cattivi. Repubblicani o democratici, uguali sono: imperialisti, liberisti, capitalisti, insomma dannosi. Il leader del Partito comunista dei lavoratori Ferrando va giù duro e si smarca: «Non ci accodiamo all’acclamazione bipartisan di Barack Obama. Ha capitalizzato elettoralmente una positiva domanda di cambiamento. Ma i suoi programmi non segnano alcuna svolta di fondo». Più chiaro di così... Ferrando, poi, rincara la dose: «Il suo sostegno alla regalia di 700 miliardi ai banchieri americani, a carico dei contribuenti; il suo impegno per l’intensificazione della guerra in Afghanistan e per l’aumento delle spese militari, lo pongono in contrasto profondo con una parte importante delle domande progressive che pure ha raccolto - sostiene Ferrando -. E misurano in ogni caso il legame organico di Obama con il capitalismo americano e le sue politiche imperialistiche. Le illusioni alate che si raccolgono attorno a Obama, anche in Europa, saranno presto smentite dall’esperienza». Bandiera rossa la trionferà.