Ferrante grida allo scandalo: «Una proposta irrealizzabile»

Mirabelli (Ds): «Il ministro dove prenderà le risorse» L’opposizione protesta contro le frasi del premier

Mentre Letizia Moratti con ottimismo e piglio imprenditoriale elenca misure concrete per far fronte al taglio dell’Ici, assicurando che recupero dell’evasione fiscale e sostegno dello Stato «sicuramente potranno bastare per Milano», l’aspirante sindaco dell’Unione Bruno Ferrante grida allo scandalo. «È una proposta irrealizzabile - taglia corto -, se non è accompagnata anche dall’indicazione di nuove entrate che consentano ai Comuni di far fronte a quei servizi oggi finanziati dall’Ici». «Del tutto diversa - assicura - è la mia proposta di ridurre l’Ici per l’acquisto della prima casa». La tranquillità della Moratti preoccupa evidentemente l’Unione, visto che anche il segretario provinciale dei Ds Franco Mirabelli pensa di metterla alle strette: «Ci dica - domanda - con quali risorse governerebbe la città senza tagliare i servizi». Ma la replica non tarda ad arrivare dal commissario vicario di Fi Maurizio Lupi, che ammette «mi fa molto piacere che Mirabelli chieda al nostro candidato sindaco cosa pensi della proposta del premier, perché vuol dire che anche i Ds sono convinti che a governare Milano per i prossimi 5 anni sarà Letizia Moratti e non Bruno Ferrante». Da nove anni, sostiene invece il capogruppo milanese dei Ds Emanuele Fiano, «l’opposizione chiede al sindaco Albertini di ridurre l’Ici sulla prima casa e di aumentare quella sulle grandi proprietà immobiliari, per sopperire risorse che verrebbero a mancare ma anche per un principio di equità fiscale. Ma da sempre la risposta è stata che la tassa non si poteva abbassare». È, per il capogruppo comunale della Margherita Andrea Fanzago, «una proposta folle: l’Ici è la prima entrata nel Bilancio in termini quantitativi, toglierla significherebbe eliminare immediatamente servizi essenziali. Intanto ieri i consiglieri dell'opposizione a Palazzo Marino hanno disertato la riunione dei capigruppo per protesta contro le affermazioni un po’ colorite del premier. «Non volendo turbare i nostri colleghi del centrodestra con la vista di simili attributi secondo il loro capo da noi personificati - ha detto il capogruppo dei Ds Fiano - abbiamo ritenuto fare cosa loro gradita astenendoci dalla riunione». In serata in piazza della Scala c’è stato anche un presidio organizzato dai giovani della Rosa nel pugno per protestare. Tra gli slogan: «Signor presidente sono un coglione», «fiero di essere un coglione e votare a sinistra».
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