Ferrante ha già il raccomandato: l’assessore nero

C’è già un assessore per Bruno Ferrante. Casellina prenotata dalla Margherita, che mette il cappello sull’assessorato all’Immigrazione. Istituzione per governare quella che, secondo l’ex prefetto di Milano, è una delle priorità del suo futuro governo: «A fianco di un rigoroso rispetto della legalità occorre il pieno coinvolgimento della comunista straniera che vive in città». Tanto per chiarire, senza troppi giri di parole, qual è il futuro che attende i soci del Cantiere: un assessore di colore, Otto Bitjoka, che tanto piace al duo Nando Dalla Chiesa e Alberto Mattioli.
Strapuntino a Palazzo Marino per dare rappresentanza, osservano gli esponenti della Margherita, «agli immigrati che sono una realtà produttiva meneghina e che possono contribuire al suo rilancio tramite rappresentanti autorevoli nella prossima giunta». Bitjoka è disponibile: con tanto di lauree in tasca, società di servizi telematici al suo servizio e voglia a parole di ritrovare «la Milano col coeur in man». E mentre Ferrante preannuncia che al voto delle primarie del 29 gennaio spera «vengano coinvolti pure gli stranieri regolari da almeno tre anni», c’è chi all’interno dell’Unione reclama uscite pubbliche concordate: «Altrimenti? Ci si muove disordinatamente, senza far quadrato e senza un programma che è prioritario prima di ogni nome».