Ferrara contro i moralisti L'opposizione annuncia: "Ruby in Parlamento"

L’appello sul <em>Foglio</em>: &quot;Smascheriamo i
puritani&quot;. E lancia per sabato a Milano una manifestazione di risposta ai
falsi benpensanti. <strong><a href="/interni/ruby_convocata_parlamento_lultima_follia_dellopposizione/09-02-2011/articolo-id=504687-page=0-comments=1">Pd, Idv e Udc vogliono portare Ruby in commissione infanzia</a>  
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In mutande? Sì, forse. Ma vivi. Tremendamente vivi. E come tali capaci di reagire, di ribellarsi al dilagante conformismo anti-berlusconiano. Agli attacchi di certi magistrati e ai fervorini falso moralistici e sprezzanti dei vari Santoro, D'Avanzo, Travaglio, Saviano & Co.

L’appello di Giuliano Ferrara, direttore del Foglio, va dritto al cuore del problema. Ascoltiamolo o, meglio, leggiamolo assieme, nell’editoriale che ha firmato ieri sul suo quotidiano e in cui ha lanciato un’iniziativa senza precedenti, una contromanifestazione pro-Cavaliere che si terrà sabato 12 Febbraio al Teatro Dal Verme di Milano. Una manifestazione cui hanno già aderito giornalisti, politici, e numerosi personaggi di primo piano del mondo economico, culturale e dello spettacolo. Tra gli altri Piero Ostellino, Antonio Martino, Alessandro Sallusti, Pierangelo Buttafuoco, Iva Zanicchi, Assuntina Morresi. «Ma siamo sicuri - si chiede e chiede Ferrara - che non ci sia un pezzettino d’Italia indisponibile come noi a darla vinta ai puritani del Palasharp e di Repubblica? Possiamo riunire in un teatro milanese gente per cui il partito dei Pm militanti, delle intercettazioni e delle pornogallery, dello spionaggio ad personam e dell’ipocrisia moralistica is unfit to lead Italy, come disse un tempo l’Economist di Berlusconi? Siamo in mutande, ma vivi. Siamo una piccola comunità di lettori. Forse dobbiamo di nuovo mobilitarci come possiamo e sappiamo. Con l’obiettivo di smascherare una minoranza etica rumorosa, ricca, compatta, sicura di sé, che vuole ripulire l'Italia in nome di criteri fondamentalisti e totalitari. Le minoranze etiche spesso sono rispettabili. Vedono quello che non vede l’uomo comune impigliato nella vita quotidiana. Nel nostro passato seppero essere eroiche, testimoniarono in molti modi l’idealismo introvabile nei “costumi degli italiani” e nel loro “stato presente” che dura dai tempi di Leopardi, da due secoli almeno. Ma questa minoranza etica è diversa dalle altre. È mossa da orgoglio, da superbia, da interessi consolidati e visibili. E fa un uso smodato della morale, fino a ferire il significato, la forza residua e l’autonomia della politica repubblicana. Della stessa democrazia liberale, alla quale oppongono un inaudito idolo virtuoso che chiamano Costituzione».

Perché, dunque, mobilitarsi, anzi contro-mobilitarsi in difesa di un premier costantemente sotto attacco, proprio alla vigilia di un’altra discesa in piazza, questa volta di un variegato e non meglio identificato «popolo delle donne» (prostitute comprese) che si sente in dovere di dire la sua contro Berlusconi? Perché, spiega Giuliano Ferrara: «Dicono che il presidente del Consiglio si comporta male, e magari non si è comportato meravigliosamente bene in parecchie occasioni. Ma è questo il problema? Siamo convinti di no. Il problema è che vogliono mettergli le mani addosso per evidenti ragioni politiche alimentate da spirito facinoroso e da avversione antropologica a un’Italia popolare rigettata e odiata; ma non basta, dichiarano di voler “andare oltre” Berlusconi, bandiscono una crociata puritana in cui arruolano anche i tredicenni, allagano ogni spazio informativo gridando alla libertà di stampa conculcata, parlano con disprezzo del denaro di cui hanno piene le tasche e le menti, si intromettono nei capricci dell’altrui sangue senza fare i conti con le loro colpe, agitano il corpo femminile come un simbolo di vergogna. Spiano, intercettano, guardano dal buco della serratura e stanno inculcando in una generazione di italiani il disprezzo per la politica. Una minoranza etica degna del suo nome dovrebbe sapere distinguere tra conflitti politici e funzionamento delle istituzioni.

Questi virtuosi talebani, che però rischiano niente e hanno un mondo da guadagnare, devono essere messi in discussione da un’Italia che non si sente superiore e non pretende per sé il crisma della purezza virginale. Perché non diamo vita a una campagna di passione e denuncia pubblica? Che ne dite? Vi sentite di far parte di una minoranza che non ha niente da insegnare ma non accetta prediche da pulpiti privi di decenza e di senso del limite?».
Messaggio ricevuto. Chi se la sente sa che cosa può fare e dove può andare sabato.