Ferrara corre da solo: "Ecco la mia lista in difesa della vita"

Il direttore del Foglio impegnato per la moratoria sull’aborto: &quot;Speravo di affiancare il Pdl, ma Berlusconi mi ha bocciato: vado avanti lo stesso&quot;. Nei due Poli è scompiglio fra i cattolici<br />

da Roma

Con la scontata grazia di chi ha scelto di farsi chiamare Elefantino, Giuliano Ferrara scende in campo e fa saltare tutti i tavoli. La battaglia è quella della moratoria sull’aborto ed infatti ha battezzato la sua lista Pro Life. Il direttore de Il Foglio vorrebbe «un apparentamento» con il Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi che però, racconta Ferrara, gli ha subito fatto una controproposta. «Mi ha chiesto di mettermi nel Pdl insieme ad altri tre, quattro con la collocazione di numero due in qualche circoscrizione». Ma lui spiega di aver risposto «no, grazie» e di stare aspettando ancora una risposta definitiva dal leader azzurro. Per la verità Berlusconi è già stato chiarissimo: «la lista di Ferrara va contro la nostra strategia e va contro il volere degli italiani». Ma Ferrara non molla perché, spiega, «C’è chi parla delle licenze dei tassisti, chi della privatizzazione di Alitalia, chi delle aliquote che vanno abbassate: questo argomento è almeno altrettanto importante».

L’argomento è quello al calor bianco dell’aborto e dunque della legge 194. Anche se Ferrara ribadisce ancora una volta che il suo obiettivo non è assolutamente quello di mettere in discussione la legalità dell’interruzione volontaria di gravidanza. «Primo, nessuna donna è obbligata a partorire; secondo, nessuna donna deve essere perseguita legalmente perché abortisce; terzo, l’aborto è un male, va sradicato, non può essere utilizzato come strumento di controllo delle nascite, come avviene quando le donne sono obbligate o incentivate ad abortire», elenca Ferrara in una sorta di manifesto programmatico che, assicura, si troverebbe benissimo dentro il centrodestra. Ferrara racconta che il sondaggista Nando Pagnoncelli ha già fatto il calcolo che una simile lista prenderebbe «il 4 per cento, forse addirittura il 6», se affiancata a quella di Berlusconi. In questo modo il giornalista riuscirebbe «ad andare in Parlamento con un gruppo di persone che farebbe questa battaglia culturale».

Comunque l’Elefantino non intende rinunciare alla sua iniziativa anche con il no di Berlusconi. «Andrò avanti», spiega, rinunciando alla presentazione della lista alla Camera e puntando soltanto «al Senato in alcune regioni: Lazio, Lombardia, Sicilia e Sardegna». E se neanche questo bastasse a superare la soglia sbarramento «pazienza, ci sono splendide vittorie e splendide sconfitte». Il giornalista vorrebbe condividere questa «splendida» avventura con donne come sua moglie, Anselma Dell’Olio, e la scrittrice Susanna Tamaro. La lista Pro Life suscita però l’indignazione di molte donne. E se l’indignazione da sinistra è scontata lo è meno quella della cattolicissima Paola Binetti del Partito Democratico, che accusa Ferrara di voler «strumentalizzare il valore della vita per farlo diventare un elemento di conflittualità mentre non è di questa contrapposizione che ha bisogno il nostro Paese in questo momento».

E tra i cattolici si riscontrano posizioni divergenti. Savino Pezzotta, presidente della Rosa Bianca e promotore del Family day, boccia la lista Pro Life perché non riesce «a vedere l’opportunità di una lista di scopo, che isola un tema dagli altri problemi e, così, lo marginalizza». Commenti positivi invece dall’Udc. Se Pier Ferdinando Casini si limita a dire «io sono con Giuliano Ferrara sul tema della moratoria per la vita», Rocco Buttiglione si spinge fino a dire «potremmo anche presentarci insieme a Ferrara». Il presidente Udc invita Ferrara «a discutere assieme perché in Italia il partito Pro Life è l’Udc». La pensa diversamente il cooordinatore azzurro Sandro Bondi. «È finita l’epoca del partito unico dei cattolici e il Vaticano ne ha preso atto da tempo, auspicando un’alleanza trasversale tra i parlamentari che si riconoscono nell’insegnamento della Chiesa - dice Bondi -. A Giuliano chiedo di riflettere bene, e di candidarsi nel Pdl per affermare questi valori». Ma Ferrara non demorde: «Io vado da solo, faccio una lista per la difesa della vita perché penso che abbiamo esagerato, è uno scandalo intollerabile».