Ferrari 599 GTB Fiorano bolide che si adatta alla città

Guidarla è semplice e i sistemi elettronici mettono al riparo da possibili situazioni a rischio. In alluminio, l’auto si avvale delle tecnologie di F1. 620 cavalli e 222mila euro

Pierluigi Bonora

nostro inviato a Maranello

(Modena)

Una mattinata da Ferrarista, alla guida della 599 GTB Fiorano affiancato da un collaudatore pronto a suggerire, curva dopo curva o nel rettilineo tra Reggio Emilia e Modena, come sfruttare potenziale e tecnologia dell’ultima nata di Maranello. Non è la prima volta che ci mettiamo al volante di una Ferrari e la sensazione, comune ai modelli di recente generazione, è di trovarsi a bordo di una vettura quasi normale. Non fosse per il prezioso logo, il prezzo, la potenza impressionante e il fatto di essere costantemente osservati, la 599 GTB potrebbe essere tranquillamente la vettura con cui muoversi ogni giorno. In città si guida infatti con facilità. Sui percorsi tortuosi stabilità e tenuta, uniti alla prudenza, non tradiscono mai. E sui tratti in cui si può spingere la Fiorano sfodera tutta la sua cavalleria. Con questa due posti a 12 cilindri, disegnata da Pininfarina e in vendita a poco più di 215mila euro (222mila se munita di cambio F1), la casa di Maranello ha posto un altro tassello al rinnovamento della gamma, due anni dopo il lancio della 612 Scaglietti. La Ferrari 599 GTB Fiorano è caratterizzata da performance di assoluto rilievo (motore V12 di 6 litri derivato dalla supercar Enzo Ferrari, 620 cavalli a 7.600 giri, telaio e carrozzeria in alluminio).
Punto di forza, anche in questo caso, è il cambio di tipo F1 che, nell’occasione, si avvale dell’evoluzione «F1-SuperFast». È un processo che, come buona parte di quelli adottati, deriva direttamente dall’esperienza della Formula 1. Il tempo della cambiata è stato avvicinato il più possibile a quello di una monoposto. Per i patiti della velocità e del rombo Ferrari, e solo per questi, è stata approntata una nuova funzione denominata «Launch control»: si attiva mediante un tasto ed è così possibile tentare le migliori partenze da fermo. «Certo è - avverte il collaudatore - che non ci si improvvisa sprinter: meglio informarsi e usare questa funzione con estrema cautela». Una nota di merito va alle sospensioni SCM (cioè a controllo magnetoreologico). Per spiegare con precisione di cosa si tratta ci vorrebbe un ingegnere. Ci limitiamo a descrivere gli effetti di questa tecnologia sviluppata in collaborazione con Delphi. Sono sospensioni che riducono drasticamente i movimenti del corpo vettura in tutte le condizioni di guida e di superficie, garantendo così una risposta sempre pronta.
Si chiama «F1-Trac», infine, il controllo di trazione evoluto introdotto per la prima volta in una vettura da strada. Il sistema consente al guidatore meno esperto un feeling di guida tale da sfruttare fino quasi al limite le doti prestazionali e di stabilità dell’auto. Divertendosi e in assoluta sicurezza.