La Ferrari: "Addio F1 se Mosley non tratta I tifosi capiranno..."

Il Cavallino: "Non faremo il mondiale 2010. No al tetto al budget e al mondiale con due regolamenti". Petrucci: "Noi con la Rossa, spero prevalga il buonsenso"

In mezzo a questo festival di sgarbi politici e minacce e riunioni c’è una sola certezza: il punto di non ritorno è stato raggiunto. La Ferrari è pronta al gesto estremo: lasciare la F1. Per gli scettici convinti che si tratti del solito, periodico, gioco delle parti, una sola notazione: prima erano parole, stavolta è stato tutto messo nero su bianco. Gli uomini della Rossa, presidente Montezemolo in testa, si sono persino scusati con i fan, confidando che i tanti tifosi nel mondo comprendano «come questa dolorosa scelta sia coerente con il comportamento che la scuderia ha sempre tenuto nel difendere i valori sportivi e tecnici». La gravità del momento è dimostrata dall’intervento del presidente del Coni, Gianni Petrucci: «A nome dello sport italiano rivolgo un appello affinché prevalga il buon senso... siamo a fianco della Ferrari e dei suoi dirigenti in questa vicenda condizionata da scelte irrazionali e contraddittorie...». E l’irrazionale e contraddittorio è lui, mister Max Mosley, capo della Fia, il governo mondiale dell’auto.
L’estremo gesto è stato deciso nel pomeriggio di ieri, al termine del consiglio d’amministrazione della Rossa, presieduto da Montezemolo, dopo aver approfondito la querelle che da mesi vede contrapposti da una parte il Cavallino e tutti i team di F1 raggruppati nella Fota e dall’altra la Fia di Mosley. «Il cda ha esaminato gli sviluppi legati alle recenti decisioni Fia - si legge nella nota - ... Tali decisioni prevedono, per la prima volta nella storia della F1, un campionato 2010 con un doppio standard regolamentare, basato su regole tecniche e parametri economici arbitrari».
Il dito è puntato sull’ormai noto tetto ai costi voluto da Mosley a 44 milioni di euro e sull’imposizione di un controllo dei conti con la Fia in veste di arbitro: chi aderirà avrà maggiore libertà regolamentare, chi no sarà costretto a limitazioni di sviluppo. In questo modo si verrebbe di fatto a creare il doppio standard regolamentare di cui parlano a Maranello e non solo lì. Perché ciò che si scorda è che il Cavallino si è impuntato a nome di tutti i team: Montezemolo presiede infatti l’associazione delle squadre che si è incontrata in Spagna e ha deciso quest’ultima strategia comune. Prima dell’annuncio di ieri, già Toyota, RedBull e Toro Rosso avevano più o meno detto le stesse cose. Solo che la Rossa, ora, le ha messe per iscritto. Non a caso, la Fia sottolinea «adesso abbiamo in forma scritta ciò che avevamo gia a parole», benché in mattinata avesse messo le mani avanti («non comprometteremo il tetto al budget per isteriche minacce... il tetto non si tocca), lasciando però intendere di essere disponibile sul mondiale a due facce («se aderiscono tutti non ci sarà») e sul controllo dei costi (potrebbe essere affidato a esterni o a gente di fiducia dei team, ndr). Che sia di buon auspicio per l’incontro che Mosley avrà con le squadre in questi giorni? Sarà bene che sia così, visto che la scadenza per iscriversi al mondiale 2010 è il 29 maggio e visto che o accetta di trattare o si ritroverà una F1 senza squadre, Ferrari in primis.
E che la Rossa sia pronta all’estremo gesto lo si capisce anche da altro: per esempio quando il cda esprime «disappunto per il metodo seguito dalla Fia nell’adottare decisioni così gravi rifiutando un’effettiva concertazione con i costruttori e i team»; quando scrive che «ciò è avvenuto in spregio alle regole di governance che hanno contribuito allo sviluppo della F1... nonché a chiari impegni contrattualmente assunti con la Ferrari dalla Fia (in proposito, si legge, è stato dato mandato per tutelare i propri interessi, ndr)». Per cui - conclude la nota - «norme uguali per tutti, stabilità di regolamenti» e continua riduzione dei costi sono le priorità e se questi presupposti non saranno rispettati, se i regolamenti 2010 non cambieranno, «la Ferrari non intende iscrivere le proprie monoposto al prossimo campionato». Lo sanno bene i tifosi che sul sito del Cavallino hanno subito espresso tutta la loro solidarietà, fieri «di far abbassare la testa a Mosley...». E se poi non l’abbassa?