La Ferrari affonda Per vincere a Singapore si affida ai videogame

nostro inviato a Monza
Viene il momento in cui la misura è colma. Succede quando la corsa non va come si sperava e non si azzeccano le previsioni meteo, quando il destino piazza la palla sul dischetto dagli undici metri e i tuoi ragazzi tirano fuori, forse non in tribuna, diciamo sul palo. Succede quando Hamilton scatta lontano lontano, 15° tempo, e la Ferrari di Massa è invece in terza fila, quando il Gp lo vince una volenterosa scuderia come la Toro Rosso ex Minardi, mentre il tuo pilota di punta conclude sesto davanti al rivale inglese a cui rosicchia un solo punticino. Soprattutto, succede quando hai Raikkonen 14° davanti al di cui sopra Hamilton e nulla può contro il ragazzo.
Allora viene il momento che basta, non c’è più spazio per la diplomazia e la pazienza e se il finnico tentenna di nuovo nell’annunciare cose del tipo signori e signore, ebbene sì, aiuterò Felipe Massa perché lui è davanti e io sono lontano, distante 20 punti, ecco, allora la misura è colma e qualcuno deve finalmente dire pane al pane e vino al vino. Questo ha fatto la Ferrari per bocca di Stefano Domenicali, capo della Rossa in pista, quando a domanda ha risposto: «Come ho sempre detto, l’interesse della squadra viene prima di tutto, dunque, Kimi dovrà continuare a correre nel modo aggressivo che sa ma cercando di aiutare chi è più vicino ad Hamilton». E il più vicino è Felipe Massa. Punto.
Quindi, se non altro, il rigore mandato sul palo dalla Rossa e da Felipe («siamo stati di nuovo traditi dal meteo, pensavamo non piovesse più nel pomeriggio», dirà il brasiliano) ha avuto il merito di diradare le nubi che s’addensavano sul compito affidato al campione del mondo nel rush finale. Perché anche dopo aver concluso nono senza aver mai fatto nulla, prigioniero com’era dell’assetto soprattutto da asciutto (al contrario di Vettel e in particolare di Hamilton che pareva di un altro pianeta tanto la sua macchina volava), Kimi non manifesterà in modo chiaro la volontà di mettersi al servizio. Dirà invece: «Le gomme non sono mai andate in temperatura, impossibile fare di più... Il mondiale? Non è finito nulla, spero di andare meglio nelle prossime gare... appoggiare Felipe? Arriva il momento in cui bisogna fare il bene della squadra però non so, vedremo...».
Da qui l’intervento del vertice maranelliano e da qui la leggera insofferenza di Felipe sull’argomento. Gli chiederanno: lo scorso anno di questi tempi lei aveva già detto che avrebbe aiutato Raikkonen? «Io mi sento onorato per quel che ho fatto lo scorso anno per la squadra». Come a dire: e adesso Raikkonen sentiti onorato pure tu e dammi ‘sta benedetta mano.
Il resto è la splendida vittoria di Vettel e dell’italianissima Toro Rosso motorizzata Ferrari, il resto sono i dubbi stampati sul viso di molti: ma come diavolaccio ha fatto il Toro con il cuore della Rossa ad andare meglio della Rossa Rossa? «Il motore è lo stesso – dirà Domenicali -, ma la filosofia del progetto è diversa». Ovvero, la concezione stessa della F2008, una macchina competitiva ma che non c’è proprio nulla da fare: quando la pista è bagnata o umida ha grossi problemi nel mandare in temperatura le gomme. «Ovvio, il bilancio della giornata non è positivo – aggiungerà -, ma visto come si era messa la corsa poteva andare anche peggio. La nostra monoposto non riesce ad essere veloce in certe situazioni... dobbiamo correre ai ripari anche perché a Singapore di sera piove sempre». Fatto sta, il Cavallino proverà da mercoledì e per tre giorni con piloti e collaudatore al Mugello. La mission possible è capire quel consumo in più di aria del circuito pneumatico che ha consigliato di cambiare il motore di Massa prima del via e, soprattutto, trovare l’aderenza che sul bagnato trasforma la McLaren-Mercedes in un missile ed Hamilton in un fuoriclasse ancor più grande.
Già, Hamilton. Non ha corso e non ha superato, diciamo che si è limitato a volare e ingurgitare rivali giro dopo giro. Simpatico o meno, corretto o meno, oggi è il più forte di tutti. Sarà forse per questo che Massa ha confessato: «Vado subito a Torino per provare al simulatore la pista di Singapore». Il videogioco gli toccherà martedì, mercoledì spetterà a Raikkonen. Cosa non si fa...