Ferrari, altro tracollo «Pensiamo al 2010»

ZERO PUNTI Anche in Cina disastro rosso: Massa fuori, Raikkonen 10°. Doppietta delle Red Bull senza diffusore

nostro inviato a Shanghai

Sul ponte Ferrari presto, troppo presto, potrebbe sventolare bandiera bianca. La cosa dà un discreto fastidio anche solo a pensarla, eppure trattasi di questo. Dopo l’ennesimo Gran premio senza punti, dopo aver eguagliato un terribile primato risalente a 28 stagioni fa, quando correva l’anno 1981, quando i motori erano turbo, il primo turbo della Rossa, e i piloti si chiamavano Gilles Villeneuve e Didier Pironi, ecco profilarsi all’orizzonte una scelta pesantissima: quella di dover abbandonare lo sviluppo delle vetture 2009 per dedicarsi e concentrarsi su quelle del prossimo anno.
Non lo dice un pincopalla delle piste, bensì Michael Schumacher rimasto a casa sua. Soprattutto, non lo esclude, in futuro, il gran capo della Gestione sportiva della Rossa, Stefano Domenicali. «Dobbiamo aspettare e restare freddi – spiega -, so che è difficile perché tante cose possono cambiare velocemente, ma la priorità principale resta fare i primi punti. Dobbiamo muoverci dallo zero...».
Già, lo zero. Zero come ieri, con i ragazzi in rosso di casacca e risultati, ormai spettatori impotenti delle vittorie altrui, vedi la doppietta Red Bull figlia del sorriso pulito e teutonico di Sebastian Vettel, del belloccio Mark Webber e di una macchina che se ne infischia di non avere il diffusore furbetto. Uno zero in classifica che fa male mentre gli altri s’allontanano, mentre le Brawn Gp di Button e Barrichello (terzo e quarto) divora altri punti e l’inglese sale a 21, la squadra a 36, e a zero, sempre a zero, restano i nostri.
Domenicali, dopo il ritiro di Massa e lo scialbo decimo posto di Raikkonen, si sente chiedere delle parole di Schumi, del suo aver detto che la «Ferrari deve decidere subito se continuare a investire su questa stagione senza garanzie di successo o pensare alla prossima», e gli domandano anche di quando arriverà la sofferta decisione. «Di certo - spiega lui - valuteremo la cosa solo dopo il Gran premio di Spagna». Il che – diciamo noi -, in Formula 1, è come dire dopodomani perché significa fra due corse, tre settimane, un niente insomma. «Per allora - aggiunge - vedremo realmente com’è la nostra situazione».
Chiamiamola franchezza, consapevolezza, una cruda realtà andata una volta di più in onda in mondovisione ieri mattina quando la triste Formula 1 dei litigi, della gare all’imbrunire o sotto il diluvio ha regalato nuovamente quintalate di safety car a macinare chilometri e assenza totale di vero spettacolo sportivo. Sì, ci sono stati i dritti, le uscite, i botti figli della molta pioggia come il bis gentilmente concesso - benché fortunatamente in tono minore - da Kubica decollato un poco su Trulli come in Canada due anni fa, però la vera F1 è altra cosa.
E altra cosa è la vera Ferrari, non può bastare un Massa terzo che forse, probabilmente, avrebbe concluso a podio. Fa piacere l’idea, ci mancherebbe, ma ridateci la nostra cara, vecchia Ferrari un po’ altezzosa e molto vincente. «Mondiale compromesso?» domandano e si domanda il capo della Rossa, «Avere zero punti fa troppo male, ma questo deve essere di sprone per riprendere il cammino e poi vedremo in Spagna in che condizioni saremo quando avremo l’aggiornamento della macchina (il diffusore furbetto, ndr)».
È vero, bandiera bianca potrebbe anche sventolare, il conto alla rovescia è cominciato nonostante ci sia «il grande rammarico per Felipe - conclude Domenicali -, che girava più veloce di Vettel con il doppio di benzina e senza il guasto sarebbe sicuramente andato a podio». Nonostante protegga e giustifichi la grigia prestazione di Raikkonen quando gli fanno notare che Felipe è andato bene e Kimi no e lui ribatte «purtroppo alla fine sotto gli occhi di tutti resta il risultato...». Nonostante il capo della Rossa provi a metterla in battuta perché per un’influenza serve l’aspirina, per una malattia l’antibiotico «e dopo c’è l’ospedale...». Però no, però mai la bandiera bianca. Please.