Ferrari apre il suo mondo ai clienti e agli appassionati

Pierluigi Bonora

nostro inviato a Maranello

Per Ferrari il cliente è sacro. E ci mancherebbe, con quello che sborsa per potersi divertire al volante di un bolide prodotto nel tempio di Maranello. La decisione di dare ancora più forza alle attività di fidelizzazione è nella direzione di fornire, al possessore di una vettura con il Cavallino, una serie di servizi che vanno oltre la semplice assistenza, in questo caso a 5 stelle. Ecco perché lo staff di Maranello punta a offrire ai neo-ferraristi e ai veterani della marca la possibilità di scendere in pista, anche al volante di una monoposto di Formula 1. Sono numerose le attività a disposizione del cliente: dalla guida di una F1, sulla quale fino a qualche tempo prima era seduto uno dei piloti della scuderia di Jean Todt, alle gare del campionato «Ferrari Trofeo Pirelli».
E poi i corsi di pilotaggio coordinati dal team di Andrea de Adamich e, per i cultori, il Dipartimento Ferrari Classiche che mette a disposizione dei numerosi collezionisti certificazioni, assistenza e pezzi di ricambio originali. «Il nostro obiettivo - spiega il responsabile dell’iniziativa Roberto Vaglietti - è preservare il patrimonio storico esistente nel mondo e, soprattutto, riconquistare il controllo dell’assistenza delle vetture storiche Ferrari sparse un po’ ovunque. Da qui l’idea di creare a Maranello una speciale officina per questi gioielli su quattro ruote». Gli appassionati di Ferrari d’epoca hanno anche la possibilità di misurarsi in pista grazie all’«Historic Challenge».
Ma torniamo al lato più divertente delle attività dedicate ai clienti Ferrari. C’è una decina di fortunati l’anno che entra in possesso delle monoposto reduci dai Gran Premi di F1. La scuderia mette a disposizione della clientela questi «siluri» due anni dopo l’ultima gara mondiale in autodromo. I piloti-clienti hanno modo, inoltre, di esibirsi in pista. De Adamich con il suo collaudato team di istruttori assiste invece chi, una volta diventato Ferrarista a tutti gli effetti, mira a perfezionare lo stile di guida. Dai corsi di guida veloce il passaggio al «Challenge» è quasi automatico. La Ferrari, in proposito, produce da alcuni anni vetture stradali da gara. L’ultima delle quali, che abbiamo testato direttamente sulla pista di Fiorano assistiti da un istruttore, è la F430 appunto «Challenge». Il modello speciale è già stato venduto a oltre 150 appassionati. Fibra di carbonio; 490 cavalli di potenza; parabrezza, vetri laterali e lunotto motore in policarbonato; serbatoio in carbonio; freni carboceramici con campana in alluminio; cerchi alleggeriti; cambio F1 a 6 marce e rapporti ridotti; pneumatici Pirelli da 19”: come si vede la «Challenge» è un’altra vettura. Attenzione, però: rispetto alla guida, divertente e nemmeno tanto difficile per chi non è solito correre, è più complicato salire e scendere da un mezzo del genere. Scomodo, ma incredibilmente emozionante.